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24 Ottobre 2020

Pubblicato il

Re Giorgio è il candidato favorito

di Redazione

Oggi pomeriggio la sesta votazione. In corsa anche Giorgio Napolitano

Tra circa un'ora avrà inizio la sesta votazione, che probabilmente riscriverà gli esiti del Quirinale.

Scartata l’ipotesi di convergere su Anna Maria Cancellieri, attuale Ministro del Viminale, si è concretizzata la proposta di un secondo mandato di Giorgio Napolitano.

Il Capo dello Stato ha infatti accettato pochi minuti fa di ripresentarsi al Colle.
Per ora è il 'papabile' favorito, voluto e corteggiato da tutte le forze politiche in gioco, tranne i grillini e Fratelli d'Italia.

Stando alle dichiarazioni di Roberta Lombardi, capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera, per ora sembra che i parlamentari pentastellati anche alla sesta votazione punteranno su Stefano Rodotà.
Un nome che nelle votazioni dei giorni scorsi ha sorpreso tutti e ha superato ogni pronostico, totalizzando molti più voti del previsto e conquistando anche alcuni esponenti del Pd.

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Giorgia Meloni ha invece annunciato che "il gruppo Fratelli d’Italia, dopo aver espresso il proprio sincero apprezzamento per il Presidente Giorgio Napolitano e per come in questi sette anni ha onorato il suo altissimo incarico, ha analizzato la attuale situazione prima del voto del sesto scrutinio. Al termine della riunione è emersa la decisione, pur confermando la stima per il Presidente Napolitano, di non aderire coerentemente ad un percorso che appare finalizzato nei prossimi giorni, alla nascita di un governo che accomuni il centrodestra alla sinistra, con effetti che potrebbero essere simili a quelli nefasti del governo Monti. Per tale ragione Fratelli d’Italia insisterà nel voto a Sergio De Caprio, meglio noto come Capitano Ultimo, simbolicamente indicativo dei valori di amore per la Patria, di lotta alla mafia e di omaggio alle Forze Armate, anche per la vicenda dei due marò ancora prigionieri in India".
Un voto di protesta, un voto simbolico, quello di Giorgia Meloni e i suoi, che non raggiungerà mai il quorum necessario, ma che vuole essere un preciso messaggio di cambiamento necessario.

L'accettazione di Napolitano è però sintomo dell'ennesimo fallimento dell'attuale classe politica che non è riuscita a trovare un accordo senza dover ricorrere, ancora una volta, alla decisione finale del Capo dello Stato.

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Per ora, comunque, sembra che dopo cinque fumate nere al Colle, l'Italia, già questo pomeriggio, potrebbe avere il suo Presidente della Repubblica.

LA QUINTA VOTAZIONE – La quinta votazione di questa mattina si è conclusa con un nulla di fatto: il quorum non è stato raggiunto e nessuno è stato eletto.

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Stefano Rodotà ha ottenuto 210 voti.
20 sono andati a Giorgio Napolitano.
I restanti voti si sono suddivisi tra schede bianche (484 in tutto), schede nulle (18) e altri ‘papabili’ (48 voti).

 
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