Regime forfettario: tutte le novità introdotte nel 2019

Il Regime forfettario, chiamato anche regime dei minimi, è stato introdotto con la Legge 190/2014 ed è destinato alle persone fisiche che svolgono un’attività d’impresa o di lavoro autonomo e che rientrano in determinati requisiti ben precisi.

L’entrata in vigore di tale regime nel 2015 ha pensionato quelli agevolati che erano precedentemente in vigore.

Il forfettario è divenuto così l’unico regime agevolato che può essere utilizzato sia dai contribuenti che intendono intraprendere una nuova attività, sia da quelli in attività, alla sola condizione che siano presenti i requisiti previsti dalla normativa.

L’unica eccezione a quanto sopra riportato è rappresentata da coloro che fino al 2015 si sono avvalsi del regime dei nuovi minimi, che possono continuare ad applicarlo in via transitoria e fino alla scadenza naturale dello stesso.

Per accedere al regime forfettario 2019, l’unico requisito necessario riguarda il limite dei ricavi e dei compensi che non deve superare la soglia di 65.000€ per tutte le attività.

Le modifiche apportate decorrono dall’1 gennaio 2019: pertanto chi è già in attività deve verificare i requisiti sulla base dei dati riferiti all’anno precedente, mentre chi intraprende una nuova attività i dati vanno verificati su dati presunti.

Il superamento della soglia dei 65.000 euro determina la fuoriuscita dal regime forfettario a decorrere dall’anno successivo, indipendentemente da quanto sia sforato il tetto.

Il limite dei ricavi e dei compensi deve essere ragguagliato all’anno in caso d’inizio di attività e dal 01/01/2019 per la verifica del computo dei limiti di ricavi e compensi si assume la somma dei ricavi e dei compensi riguardanti le diverse attività esercitate.

La Legge di bilancio 2019 ha modificato anche alcune delle cause di esclusione dal regime forfettario, connessa al possesso di partecipazioni o allo svolgimento, contestuale o antecedente, di lavoro dipendente, lasciando inalterate tutte le restanti cause.

Per quanto riguarda il possesso di partecipazioni, dal 2019, non possono utilizzare il regime forfettario i soggetti che contemporaneamente all’attività possiedono una partecipazione in una società di persone, associazioni professionali o imprese familiari, oppure che controllano, direttamente o indirettamente, una società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Per quello che riguarda il lavoro dipendente, fino al 2018 non potevano accedere al regime forfettario chi aveva percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati eccedenti l’importo di 30.000 euro.

La nuova formulazione della disposizione 2019 indica che non possono utilizzare il regime le persone fisiche la cui attività d’impresa o di lavoro autonomo sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro, oppure verso soggetti direttamente o indirettamente ad essi riconducibili con i quali sono in corso rapporti di lavoro oppure siano intercorsi rapporti nei due precedenti periodi d’imposta.