Sabotaggio

Roma. Trasporti, assessore Patanè: “Situazione drammatica. Scontiamo anni di mancate manutenzioni”

Nella giornata di ieri le linee della metro sono andate in tilt a causa della mancanza di treni. La Capitale per quanto riguarda il settore trasporti e mobilità sembra andare al collasso. L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè addita le motivazioni del disagio a un sabotaggio. Per questo motivo l’Atac provvederà a una denuncia.

Già qualche settimana fa era giunta la comunicazione dell’interruzione delle linee metropolitane durante la stagione estiva, sempre per motivi relativi alla manutenzione. In merito a ciò e ad altre questione che riguardano i trasporti di Roma abbiamo intervistato l’assessore Patané per avere maggiori chiarimenti.

Qual è la strategia che adotterete per sopperire alle problematiche relativa alla carenza delle linee? 

Per ridurre i disagi i lavori saranno effettuati nella fascia oraria 21-4.30. Atac ha elaborato un modello di servizio sostitutivo attraverso una attenta analisi delle frequentazioni e dei contapasseggeri per fornire la stessa offerta di posti. È prevista, pertanto, l’attivazione di due linee bus sostitutive tra Battistini e Arco di Travertino e tra Flaminio e Anagnina in modo che nella sezione di massimo carico tra Flaminio e Travertino ci sia un numero di bus particolarmente elevato”.

Quali sono i problemi relativi ai trasporti nella Capitale e in che modo state cercando di sopperire a essi? Quali sono secondo lei gli interventi più urgenti da fare?

“I problemi più gravi sono indubbiamente quelli che riguardano il trasporto su ferro: metro, tram e ferrovie concesse. Queste ultime, tra qualche mese, entreranno nella gestione regionale, mentre noi saremo chiamati a fare un lavoro enorme su metro e tram”. 

La situazione ereditata delle linee A e B della metropolitana e della rete tranviaria è drammatica, perché scontiamo anni di mancate manutenzioni ordinarie e straordinarie. Per questo motivo le Metro A e B e il Tram 8 a partire dai prossimi mesi saranno oggetto di importanti lavori di manutenzione che poteranno a periodi di chiusura anticipata o totale.

Per la linea A e linea B dovremo avviare un’importante manutenzione, dall’armamento, alle banchinette, ai sistemi antincendio. Dobbiamo spendere tutti i famosi 425 stanziati dall’allora ministro Graziano Delrio. Una parte è stata già impegnata per 134 milioni ed è destinata a nuovi treni. La gara è stata affidata per 30 treni di cui la prima tranche di 14 arriverà tra due anni, 12 andranno sulla linea B e 2 sulla A”.

Poi ci sono 66 milioni destinati alla revisione generale, 36 per l’ammodernamento della linea A, 4,6 sul segnalamento e poi restano 185 milioni sui sistemi antincendio e per le banchinette”.

Per quanto riguarda la rete tramviaria, allo stesso modo, paghiamo il prezzo di un patrimonio della città che è stato lasciato degradare, con più di vent’anni di mancanza di manutenzione e mancato rinnovo dei mezzi”

Saremo costretti a chiudere la linea 8, da luglio, per circa 6 mesi per rifare interamente l’armamento. In tre anni, dovremo rifare tutto l’armamento: mettiamo a disposizione 65 milioni di euro e nel 2025 contiamo di avere l’intera rete rinnovata. Entro il mese di marzo contiamo di indire la gara per 130 nuovi tram: 50 serviranno a sostituire i convogli esistenti, 80 saranno destinati sulle nuove linee”.

Per quanto riguarda la sostenibilità, Roma utilizzerà alcuni fondi del Pnrr, quali saranno gli interventi che farete?  Tra questi rientrerà anche un progetto sulle piste ciclabili? Se sì in che cosa consisterà? 

Ci occuperemo innanzitutto del rinnovo della flotta bus. I 70 bus ibridi che sono entrati in servizio a dicembre, insieme ai 29 a metano, rappresentano soltanto l’inizio di un percorso che ci porterà a rivoluzionare il trasporto pubblico di Roma. Contiamo di avere, entro il 2026, più di 1200 nuovi mezzi che andranno a sostituire vetture arrivate a fine vita. I primi 600 contiamo di sostituirli entro la fine del 2022. In più abbiamo 292 milioni da investire per l’acquisto di 411 bus ad alimentazione elettrica, con l’entrata in servizio prevista entro la metà del 2026”.

Quanto al tema della ciclabilità, ritengo la bicicletta un mezzo di trasporto che deve entrare nella cultura dei romani come mezzo di spostamento vero e proprio. In questo senso abbiamo l’obiettivo dei 150 chilometri di ciclabili, a cominciare dal GRAB che dovremo realizzare entro il 2026”.

Poi avremo, tra le altre, la pista ciclabile Monte Ciocci-Valle Aurelia-San Pietro, la ciclabile Città Universitaria – Termini, che va da Piazzale Aldo Moro a Via Marsala e la realizzazione del collegamento ciclabile tra Comune di Fiumicino e Roma Tor di Valle”.

Ritengo molto importante, sempre in tema ciclabilità, la realizzazione del sistema di Bike Parking, finalizzato ad offrire un servizio di posteggio per biciclette, con l’utente che potrà prenotare attraverso una app, nelle principali stazioni della metropolitana”. 

Quali sono gli incentivi che adotterete per incrementare le politiche ecosostenibili? Secondo lei a Roma c’è bisogno di un educazione da questo punto di vista? 

Sicuramente l’automobile è il mezzo preferito dai romani per gli spostamenti e questo è un fatto insito nella nostra cultura. Il problema è che oggi la Regione Lazio rischia di entrare in infrazione europea perché nelle città non sono state introdotte misure per il contenimento dell’inquinamento derivante da veicoli. Per evitare questo siamo chiamati ad individuare dei sistemi per disincentivare l’utilizzo dell’auto privata”.

Prevediamo tre diverse aree caratterizzate da altrettante misure di regolazione del traffico: a cominciare dalla Ztl, in cui possono entrare solo i veicoli elettrici, e da una zona verde all’interno della quale non possono entrare i veicoli più inquinanti. Entro l’anno del Giubileo dovremo prendere dei provvedimenti da questo punto di vista”.

Per quanto riguarda la linea della metro C, quali sono le tempistiche che porteranno al termine dei lavori? 

Sulla Linea C, la a certezza è che apriremo le stazioni Amba Aradam e Colosseo entro il 2024. Per il dopo, attualmente disponibile c’è il fondo nazionale di 3,7 miliardi di euro per le nuove metropolitane, di cui 1 miliardo e mezzo è destinato a Roma. Contiamo di investire 600 milioni per portare la metropolitana fino a piazza Venezia, chiudendo quella che potremmo definire la prima fase del progetto. Per i rimanenti 900 milioni, l’idea è di aprire un primo lotto costruttivo per portare la linea alla Farnesina, partendo però proprio da lì”.