Salario minimo in Italia: ecco che cosa prevede la direttiva Ue

Il salario minimo in Italia è diventato nelle ultime settimane la propaganda principale di M5s e Pd. Con questo s’intende la retribuzione di base per i lavoratori stabilita dalla legge, in un determinato arco di tempo. In altre parole, è la soglia sotto la quale qualsiasi datore di lavoro non deve scendere, pena sanzioni civili e penali.

Palazzo Europa

I Paesi che hanno aderito alla norma

L’Europa vorrebbe ottenere un accordo per stabilire il salario limite per tutti i 27 Paesi appartenenti. 21 di questi Paesi hanno già adottato una legge inerente a questo tema, gli altri 6: Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Svezia e Italia, stabiliscono la paga in base alla categoria ricoperta. L’asse M5s-Pd spera di far approvare la legge e riuscire a trovare un accordo in questa legislatura, ma sembra molto difficile.

Secondo lo studio realizzato per INAPP e la Camera dei deputati nel 2020: “In Italia il salario orario lordo mediano dei lavoratori dipendenti, riferito alle posizioni lavorative nei settori privati non agricoli, è pari a 11,2 euro. Si registrano differenze nel salario anche rispetto al regime orario di lavoro e al tipo di contratto: i lavoratori a tempo parziale percepiscono un salario orario mediano inferiore di oltre l’11% rispetto al totale. I lavoratori a tempo determinato scontano un salario mediano inferiore dell’8,7% rispetto al totale”.

I salari dei Paesi membri

Rispetto all’Italia i salari degli altri Paesi europei sono molto più alti ad esempio in Lussemburgo si può arrivare a ottenere uno stipendio pari a 2.141,99 euro. Nei paesi più simili all’Italia, come la Francia, il salario minimo è di 1.539,42 euro, in Germania invece è di 1.584 euro. Infine in Olanda il salario si aggira intorno ai 1.680 euro, e in Spagna si arriva al 1.108,33 euro.

Per la politica

Il Ministro del Lavoro in quota Pd ha riportato “Sul salario minimo vedo aperture positive da tutte le parti”. Renato Brunetta, invece boccia la norma per il salario minimo e dichiara: “Il salario minimo legale va contro la nostra storia culturale di relazioni industriali. Il salario deve corrispondere alla produttività”.

Anche i partiti Lega e Fratelli d’Italia si oppongono a tale norma, spingendo invece a de-tassare il lavoro e ridurre il cuneo fiscale per andare incontro ai lavoratori nel pieno della crisi. Ecco la dichiarazione di Giorgia Meloni: “il salario minimo è un’arma di distrazione di massa”.

Bruxelles e l’Europa

Bruxelles in questo periodo sta esercitando una forte pressione su Roma e sui 5 paesi ancora non conformi a questa norma. L’Europa così punta a dare un quadro di azione agli Stati membri a per organizzare e stabilire i salari minimi adeguati ed equi rispettando le diverse legislazioni nazionali e rafforzando il ruolo della contrattazione collettiva. Gli obiettivi a cui l’Europa vuole puntare sono due: salario minimo legale o una contrattazione collettiva tra i lavoratori e i datori di lavoro per avere una copertura con una soglia del 70-80%.