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15 Gennaio 2021

Pubblicato il

Lo sapevate che...

Cerveteri e Fiumicino, al via il monitoraggio delle microplastiche nei fiumi

di Redazione

Quantificare le quantità di plastiche raccolte e trasportate dai fiumi è l’obiettivo dei monitoraggi sui fiumi a Cerveteri e Fiumicino

Cerveteri e Fiumicino, fiumi
Cerveteri e Fiumicino, fiumi

Il campionamento interesserà tre corsi d’acqua: Arrone, Zambra e Mignone. E Contratto di fiume Arrone, Enea, Campus Biomedico ed Università di Roma La Sapienza promuove il progetto.

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Curiamo l’ambiente, impariamo a gestire i rifiuti

“Non è la plastica il vero problema ma l’utilizzo superficiale, errato, distratto, che noi facciamo di essa e, soprattutto, la cattiva gestione dei rifiuti solidi urbani”. Lo ha dichiarato Loris Pietrelli, docente di Sostenibilità dei materiali polimerici presso l’Università di Roma La Sapienza e responsabile scientifico del progetto Contratto di fiume costa e paesaggio Arrone. Quantificare la distribuzione in mare di ingenti quantità di plastiche raccolte e trasportate dai fiumi è l’obiettivo dei monitoraggi che tecnici di Enea, Campus Biomedico e Università La Sapienza stanno conducendo sui fiumi Arrone, Zambra e Mignone a Cerveteri e Fiumicino.

Nei tre corsi d’acqua sette depuratori sversano i propri reflui. Secondo un recente studio, ogni lavaggio in lavatrice rilascia fino a 700mila microfibre derivanti dai capi di abbigliamento, costituiti in buona parte da fibre sintetiche.

Patrizia Menegoni di Enea: il valore della ricerca

“Stiamo realizzando alcune ricerche che confluiranno in una tesi di laurea, svolta insieme al Campus Biomedico – ha spiegato Patrizia Menegoni di ENEA -, per valutare il rapporto che esiste tra la quantità di microfibre che arriva ai depuratori e quella che viene diffusa nell’ambiente per migliorare il processo di depurazione da microplastiche che, silenziosamente stanno invadendo corpi idrici, fasce riparie, fondali, habitat di estrema importanza sia nelle aste fluviale che in mare”.

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Le microplastiche si distribuiscono in colonne d’acqua nei sedimenti ed entrano in contatto con l’intera catena alimentare (invertebrati, pesci, uccelli, mammiferi). Si frammentano e finiscono per essere talmente piccole da attraversare le pareti cellulari per fissarsi nei tessuti.

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Il lago di Bracciano – ha affermato Maria Sighicelli di ENEA – è il nostro laboratorio in cui stiamo testando un protocollo di campionamento e analisi delle microplastiche utile per le attività di monitoraggio delle acque dolci delle ARPA italiane, l’Arrone in quanto emissario di questo lago ci consente di valutare in modo più ampio la diffusione delle particelle nei corpi idrici” dichiara.

 
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