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08 Dicembre 2022

Pubblicato il

Covid

Costa: “L’obbligo vaccinale per gli over 50 scatta da subito, non dal 15 febbraio”

di Lorenzo Villanetti
"Già oggi lo Stato interviene e indennizza qualora ci siano dei danni causati dai vaccini", aggiunge il sottosegretario alla Salute
Andrea Costa volto sorridente
Andrea Costa

Intervenuto ai microfoni di Radio anch’io su Rai Radio 1, il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, si è espresso sul tema dei vaccini e su eventuali indennizzi da parte dello Stato verso i cittadini. Tra gli argomenti, Costa ha parlato anche della priorità attuale, considerato il numero di contagi, e della scuola.

Consenso informato e risarcimento per danni alla salute

Consenso informato? Al di là delle modifiche e delle scelte che valuteremo nei prossimi giorni – afferma Costa -, già oggi in presenza di una vaccinazione di massa a tutela della salute pubblica lo Stato interviene e indennizza qualora ci siano dei danni ai cittadini. Infatti c’è una sentenza della Corte Costituzionale che afferma questo”.

Obbligo vaccinale over 50 scatta da subito non dal 15 febbraio

“Provvedimenti governativi? Ancora una volta abbiamo cercato di anticipare e di provare a gestire questa situazione delicata. L’obbligo vaccinale per gli over 50, in realtà, scatta da quando il decreto viene pubblicato, prima quindi del 15 febbraio. L’obbligatoria riguarderà 2,5 milioni di concittadini: una platea molto importante che, dal punto di vista dei dati scientifici, rischia di più dal contagio del Covid. Quindi, riteniamo che sia un provvedimento in grado di dare una risposta importante in questa fase delicata.

Visti i contagi in forte aumento – prosegue -, la priorità è quella di contenere al massimo la pressione sui nostri ospedali: i cinque milioni di cittadini ancora non vaccinati sono quelli che rischiano di più di andare a occupare gli ospedali e siamo in presenza di una crescita degli ospedalizzati che dobbiamo assolutamente tenere sotto controllo”.

Scuola

“Sulla scuola cercano di garantire il più possibile la didattica in presenza. Credo che sia giusto, di fronte a ragazzi che si sono vaccinati, che a loro sia garantita in maniera più forte la didattica in presenza. Tra l’altro nella fascia 12-19 anni sono già il 75% i ragazzi vaccinati e credo sia giusto garantire il più possibile la didattica in presenza a questa platea importante. Quanto ai più piccoli tra 5 e 11 anni la vaccinazione è iniziata da poco e siamo ancora al 10% ma confidiamo che anche in questa fascia si arrivi a un buon risultato” conclude.

 

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