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11 Giugno 2021

Pubblicato il

Discarica Colle Fagiolara, voci sulla riapertura: l’allarme dei sindaci

di Manlio Milana

La discarica a Colleferro potrebbe riaprire? Il sindaco di Olevano Romano: "Scelta assurda"

La gestione dei rifiuti è da sempre motivo di scontri tra cittadini e amministratori e coinvolge tutte le forze e le identità politiche, generando un solo risultato: il caos. Dovrebbe invece prevalere un’economia circolare, dove nulla viene sprecato, citando quello che tra l’altro è sempre stato il cavallo di battaglia della UE.

Discarica Colle Fagiolara: scontri per la gestione dei rifiuti

Si è sostenuto e divulgato il concetto che il miglioramento del processo di riciclaggio e recupero dei rifiuti porti anche considerevoli benefici ambientali ma i nostri attuali sistemi di produzione e di consumo non offrono molti incentivi ai fini della prevenzione e della riduzione dei rifiuti. Sotto accusa la progettazione e la confezione dei vari prodotti e la scelta dei materiali. Quindi consumatori, produttori, politici, autorità locali, impianti di trattamento dei rifiuti, ecc. dovrebbero creare una sola e unica soluzione per il problema.

Ma attualmente i consumatori che vogliono differenziare i rifiuti domestici possono riciclarli solo se l’infrastruttura di raccolta dei loro rifiuti differenziati è in funzione. Ed è vero anche l’opposto: i comuni possono riciclare una quota maggiore solo se le famiglie selezionano i loro rifiuti. Nel territorio regionale laziale si è registrato un grido di allarme da parte del sindaco di Olevano Romano, Umberto Quaresima, il quale ha posto in evidenza la possibile riapertura di una discarica tristemente famosa. Quella di Colle Fagiolara a Colleferro.

Le dichiarazioni del sindaco Umberto Quaresima

Ecco quanto da lui dichiarato sui social:

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“Corre voce che ci sia un’inconcepibile volontà politica di procedere alla possibile riapertura della discarica di Colle Fagiolara situata a Colleferro e vicina, in linea d’aria, anche al comune di Olevano Romano. Credo che i cittadini di tutto il nostro territorio abbiano già pagato a caro prezzo le assenti pianificazioni da parte degli organi preposti.

Non vogliamo che questa assurda scelta politica possa compromettere la salute dei nostri cittadini ed il futuro del nostri figli. Non permetteremo che ciò accada e se necessario ci mobiliteremo in massa per contrastare questa follia.
Credo che Roma abbia bisogno della sua discarica, fatta all’interno del Comune della Capitale e non sul nostro territorio a vocazione prevalentemente agricola”.

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Milana: “Nulla farà riaprire la discarica”

Contemporaneamente anche Guido Milana, attualmente membro presso il Comitato Europeo delle Regioni e da sempre vicino alle problematiche sociali e ambientali del territorio in esame, è intervenuto sul tema.

“La discarica di Colle Fagiolara a Colleferro è stata chiusa e nulla potrà farla riaprire. Il Comune di Roma deve trovare all’interno dei suoi confini gli spazi per risolvere i suoi problemi.

Le modalità e le scelte di questi anni del Sindaco di Roma sulla politica dei rifiuti sono state fallimentari e questo è il risultato dei dilettanti al governo delle Amministrazioni. Solo l’idea di considerare il territorio della provincia la pattumiera della città merita una attenzione ed una reazione immediata da parte di tutti.

A volte le azioni eclatanti sono necessarie, bisogna essere preparati per una reazione forte e determinata.” A questo punto bisogna considerare anche quello che ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi e il quadro sembra così essere completo:

Discarica Colle Fagiolara, cosa dice il Tar

“Il Tar del Lazio ha annullato l’ordinanza con cui il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti imponeva a Roma Capitale di indicare una discarica dentro la città. Si tratta di una vittoria per tutti i cittadini e tutti i territori che, da troppi anni, pagano scelte scellerate calate dall’alto. Ora la Regione Lazio non ha più alibi…”

Intanto i cittadini, ulteriormente confusi e preoccupati, si chiedono cosa accadrà in un prossimo futuro.

Certo non è esclusa una mobilitazione di massa, che per un tema così importante è perfino auspicabile, ma si spera vivamente che tutto si ricomponga all’interno di un sereno e programmatico dibattito tra le parti, per una risoluzione che tenga conto di tutte le ragioni in essere”.

 
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