Amministrative 2022

Elezioni amministrative: alleanze e comuni chiamati alle urne

9 milioni gli italiani chiamati alle urne e quasi mille comuni pronti a votare. Il 12 giugno si terranno le elezioni amministrative, passaggio chiave per i partiti e, soprattutto, per le alleanze. 26 Capoluoghi, 4 dei quali di Regione: Catanzaro, Genova, L’Aquila e Palermo e ben 116 comuni sopra i 15 mila abitanti. Ma, complice il doppio turno, resta ancora qualche incertezza sulle alleanze tra i partiti,che probabilmente non saranno messe in chiaro almeno fino allo spoglio del primo turno. Insomma i partiti continuano a studiarsi, consapevoli che l’appuntamento elettorale di giugno rappresenti di fatto l’ultima importante prova di tenuta delle coalizioni prima delle Politiche del 2023. 

Elezioni amministrative: centrodestra, PD e M5S

Il Centrodestra, pur tra mille difficoltà, è riuscito a ricompattarsi in 21 delle 26 città capoluogo,ad eccezione di Messina, Catanzaro, Parma, Verona e Viterbo. D’altro canto si mantiene basso il Campo Largo auspicato dal segretario democratico Letta. Dalla sinistra ai 5Stelle, fino ai partiti di centro come Azione e Italia Viva, passando per i Dem. Ma si rafforza l’intesa con i pentastellati. Insieme in 18 dei 26 capoluoghi (2/3 dei grandi centri), ma separati a Cuneo, Lucca, Como e Piacenza.

Il centro 

Mentre al Centro, appunto, nessuna uniformità. E se non bastasse, pare che a rischiare di più sia proprio il Centrodestra, che attualmente controlla infatti 18 su 26 giunte uscenti nei capoluoghi di Provincia interessati dal voto. Infatti 3 sindaci sono della Lega, 3 di Fratelli d’Italia, 6 di Forza Italia, 4 indipendenti di Centrodestra, uno di Coraggio Italia e uno di Cambiamo. Il Centrosinistra, invece, guida 5 amministrazioni, di cui 3 del Pd e 2 indipendenti di Centrosinistra. Tre comuni infine vengono da giunte sostenute da Liste civiche.