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17 Maggio 2021

Pubblicato il

G7 quasi ignorato dalla stampa italiana nel tira e molla del Governo

di Mirko Ciminiello

G7, polemica tra Macron e Bolsonaro. L’Eliseo attacca sui roghi in Amazzonia, il Presidente brasiliano replica: “Non siamo una colonia”

Mentre in Italia continuavamo a disquisire, con gli usuali toni pacati e concilianti, sui massimi sistemi (elettorali) e a filosofeggiare sull’essere o non essere (attaccati alla poltrona), Oltralpe, e precisamente nella cittadina di Biarritz, andava in scena l’ennesima passerella tra leader mondiali ansiosi di dare una spolveratina al proprio ego.

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Se avessero potuto, i media nostrani avrebbero probabilmente ignorato del tutto il G7, ma sfortunatamente per loro – e per noi – vi ha preso parte anche il Premier dimissionario Giuseppe Conte, che oltretutto ne ha approfittato per ritoccare i suoi cahiers de doléances contro il vicepremier Matteo Salvini. Come se ciò non bastasse, il meeting ha subito assunto quei connotati eco-folli che piacciono tanto agli intelligenti e ai competenti e, dulcis in fundo, si è trasformato in un processo in contumacia contro il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro. Come a dire che l’occasione era diventata fin troppo ghiotta per lasciar correre.

Il casus belli è stato il gigantesco rogo che sta devastando l’Amazzonia, su cui il Presidente francese Emmanuel Macron aveva preventivamente dichiarato di voler porre l’accento, beccandosi del «cretino opportunista» dal Ministro dell’Istruzione carioca. Certo, i mass media si sono affrettati ad attribuire la responsabilità delle fiamme al “fascista” Bolsonaro (sic!), come se il polmone verde della Terra non fosse stato gravemente danneggiato anche sotto i rossissimi Lula e Rousseff, per citarne due a caso.

Resta però il fatto che l’insulto istituzionale è risultato essere il primo atto di un’escalation che sta risultando in una vera crisi diplomatica. L’innesco lo ha fornito un post Facebook che paragonava fisicamente la sessantaseienne Brigitte Macron alla trentasettenne Michelle Bolsonaro, ironizzando sulla presunta invidia dell’inquilino dell’Eliseo. Con un’incresciosa caduta di stile, il Presidente del Brasile ha invitato l’utente a «non umiliare il ragazzo» (cioè lo stesso Macron), di fatto facendosi beffe in un colpo solo sia di Monsieur le Président che della Première Dame.

In modo solo un po’ meno imbarazzante, Macron ha replicato augurando ai Brasiliani di avere presto un Presidente all’altezza, come se fosse lui a stabilire chi è degno di una carica o meno. E proprio in spregio alla grandeur transalpina, il Governo di Brasilia ha rifiutato i 20 milioni di euro stanziati dal meeting dei Sette Grandi per fronteggiare l’emergenza incendi, dichiarando sdegnosamente di non essere «colonia o un’altra terra di nessuno».

Cherchez la femme, verrebbe quindi da commentare. Ma anche questo è un segno dei tempi.

Un paio di secoli fa c’erano sovrani che perdevano la testa (letteralmente) per le loro consorti. Oggi ne sono trascinati in indecenti teatrini che fanno rimpiangere perfino il vuoto dibattito attorno all’italica crisi di Governo. Prosit, votre altesse. Con un calice di champagne, ça va sans dire.

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Foto dal sito del Governo

 

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