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21 Settembre 2020

Pubblicato il

“No a chiusura centro trasfusionale di Formia”

di Redazione

Le dichiarazioni del consigliere regionale Giuseppe Simeone

Interviene il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone, contro la possibile chiusura del centro trasfusionale di Formia, a causa della mancanza di personale tecnico.

"Il centro trasfusionale di Formia – sostiene Simeone – è una realtà che deve essere consolidata. La situazione drammatica della sanità in provincia di Latina ed in particolare il Comprensorio Centro che continua a vedere le strutture private delle necessarie professionalità per l’erogazione efficace dei servizi, deve essere affrontata con rapidità. Per questa ragione – spiega – ho inviato una lettera al commissario ad acta per la sanità nel Lazio, Nicola Zingaretti e al sub commissario Renato Botti, nella quale chiedo, nell’ambito di una necessaria e profonda revisione di quanto previsto dal decreto 80, di valorizzare le eccellenze che contraddistinguono la sanità nel nostro territorio e di dotare il Centro trasfusionale dell’ospedale Dono Svizzero di Formia delle unità tecniche necessarie alla sua funzionalità h24. Intervento che garantirebbe il mantenimento di una sanità di qualità che non può fare leva solo sulla professionalità e la passione dei medici e del personale che la rappresentano ma necessita di interventi strutturali seri, immediati e puntuali che possano colmare quei buchi neri che da troppo tempo la contraddistinguono".

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"L’ospedale di Formia – prosegue ancora – è dotato di un Centro Trasfusionale di eccellenza. Un punto di riferimento indispensabile per un bacino di migliaia di utenti, come quello dell’area sud della provincia di Latina, che nel periodo estivo aumenta a causa dell’ingente flusso turistico. Il Centro è operativo per le trasfusioni e per le donazioni e sono circa 2000 i donatori che ogni anno sono accolte nella struttura. Ma soprattutto, ogni giorno, il Centro Trasfusionale di Formia vede aumentare il numero di persone che necessitano una trasfusione ambulatoriale, di terapie per malati oncoematologici (sono circa 60 i pazienti) e di terapie specifiche come la salassoterapia (sono circa 20 i pazienti). Il Centro trasfusionale, garantisce l’efficienza di tutti i servizi di emergenza, come per esempio Medicina, Rianimazione, Ostetricia, Ginecologia, Dialisi, Cardiologia e Chirurgia del Dea di I livello di Formia, dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, del presidio di Gaeta e della Clinica Casa Del Sole di Formia. In questi anni il Centro è riuscito grazie all’alta professionalità dei medici e del personale infermieristico, oltre che dei numerosissimi volontari e di tutti i cittadini che si sono riuniti in un Comitato che ha raccolto oltre 13 mila firme per evitare che il servizio fosse messo in discussione, a colmare le carenze e a fornire un servizio efficiente e di qualità rendendo il dipartimento un punto di riferimento per la comunità".

"La carenza di tecnici adeguati – specifica Simeone – impedisce l’operatività del Centro, del servizio telematico e quindi l’efficienza del servizio. Il perdurare di questa situazione rischia di creare non solo un disservizio ma metterebbe a rischio la qualità e la vita stessa dei nostri cittadini. Dotare le strutture come il Centro trasfusionale di Formia del personale adeguato è un dovere. Valorizzare questo polo di eccellenza non è questione di principio ma il segno di una rivoluzione nella sanità della provincia di Latina e del Lazio che deve tornare ad essere riferimento per i pazienti. Invece di continuare sulla strada fallimentare dei tagli, Zingaretti cominci ad investire sulle alte ed estremamente qualificate professionalità che la nostra regione esprime".

"Questa rivoluzione – conclude – consentirebbe prestazioni sanitarie di alta qualità, la riduzione dei disagi per i pazienti costretti all'esodo per la cura di determinate patologie e facendo della nostra rete sanitaria, in un’ottica di radicamento territoriale, una risorsa anziché un peso economico, con i conseguenti benefici per le nostre comunità, le professionalità che la rappresentano e l’economia. Non rincorriamo l’emergenza, preveniamola o la sanità sarà un malato incurabile".

 
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