Giochi (forse) riaperti

MotoGP, è successo nel weekend delle Americhe: Marc scopre di essere umano, Pecco riparta da qui

Brutto scivolone del numero 93 in gara lunga, vince l'altro ducatista che riapre il mondiale. Prima leadership in carriera per Alex Marquez
Di Giovanni Montella
Pecco Bagnaia trionfa nelle Americhe (dal profilo Instagram MotoGP)
Pecco Bagnaia trionfa nelle Americhe (dal profilo Instagram MotoGP)

A volte il motorsport sa essere crudele, altre volte semplicemente spettacolare. Il weekend delle Americhe 2025 è stato entrambe le cose. Se la gara corta del sabato ha confermato i risultati andati in scena nelle precedenti settimane, è stata una domenica da cardiopalma sul tracciato del COTA, impreziosita da un meteo incerto, una strategia azzardata, un crollo tecnico e un trionfo che rilancia un campione. Pecco Bagnaia conquista la sua prima vittoria stagionale approfittando della caduta di un Marc Marquez versione “uomo in missione”, capace prima di mettere in riga tutti e poi di commettere un errore fatale quando sembrava destinato al trionfo.

GP Americhe, la Sprint Race

Innanzitutto la Sprint Race: è ancora Marc Marquez-show nella Sprint Race del sabato al Circuit Of The Americas. Lo spagnolo della Ducati ufficiale domina in lungo e in largo la gara corta del GP delle Americhe 2025, replicando lo stesso copione già visto in Thailandia e Argentina: pole position al sabato mattina e vittoria autoritaria al pomeriggio. Dietro di lui ancora una volta il fratello Alex, impeccabile con la Ducati del team Gresini, e terzo Bagnaia, che dopo un inizio arrembante si deve arrendere al passo forsennato dei due iberici.

In partenza, infatti, è bagarre: Bagnaia, aggressivo come raramente lo si è visto in Sprint, attacca subito alla prima chicane. Marc risponde con una manovra tanto spettacolare quanto al limite del contatto, dimostrando di non voler cedere nemmeno un centimetro. Sul finire del primo giro, Marquez regala al pubblico texano una delle sue celebri “salvate”: evita un highside con un capolavoro d’equilibrio che gli consente di restare in piedi e mantenere la leadership.

Da lì in avanti, è un monologo di ritmo e precisione. Il #93 impone un passo insostenibile, scavando progressivamente il solco tra sé e il resto del gruppo. Solo il fratello Alex Marquez riesce inizialmente a tenere il passo, restando incollato per sei giri prima di dover mollare a tre tornate dalla bandiera a scacchi. Per lui comunque un altro secondo posto che consolida la sua posizione di vice-leader iridato.

Dominio Ducati, Marc Marquez imbattibile

Per Pecco è il terzo podio in tre Sprint, ma ancora una volta senza acuti. Dopo il brillante spunto iniziale, il campione del mondo in carica sembra accusare qualcosa sul passo gara, perdendo contatto dai fratelli Marquez ma riuscendo comunque a chiudere con un buon margine su chi lo seguiva. L’impressione, però, è che la Desmosedici del team Lenovo sia attualmente la terza forza, almeno nel format breve, dietro ai due fratelli in rosso. Serve un cambio di marcia, specie considerando l’inerzia mentale e tecnica che Marc sta costruendo weekend dopo weekend.

Ancora una volta, Ducati monopolizza la top five. Quarto Fabio Di Giannantonio, autore di una gara in rimonta dopo una brutta partenza che aveva vanificato il suo ottimo piazzamento in qualifica. Il pilota VR46 dimostra un ritmo incisivo, chiudendo davanti al compagno Franco Morbidelli, anche lui in crescita. Sorriso a metà per la Yamaha, ma almeno un sorriso: Fabio Quartararo chiude sesto dopo una partenza brillante. Il francese lotta con il coltello tra i denti nei primi giri, arrivando anche a incrociare le traiettorie con Bagnaia, salvo poi cedere nel confronto diretto con le Ducati. Un risultato comunque incoraggiante per Iwata, in una stagione fin qui avara di soddisfazioni. A completare la zona punti, che nella Sprint assegna punteggio ai primi nove classificati, troviamo Pedro Acosta (KTM), sempre più a suo agio nel corpo a corpo tra i big; Luca Marini, miglior pilota Honda in pista; e Ai Ogura, regolare e preciso con la Aprilia Trackhouse, che continua a dare segnali positivi nel suo processo di adattamento alla MotoGP.

GP Americhe, la gara della domenica

Il primo colpo di scena della gara lunga di domenica è andato in scena prima ancora del giro di riscaldamento. Alle 14 locali (le 21 italiane), con il cielo ancora grigio e la pista umida ma in rapido miglioramento, Marc Marquez ha seminato scompiglio sulla griglia. Un rapido cenno al box, poi via, a spingere la sua Ducati ufficiale nei box. Dietro di lui, a catena, anche Pecco Bagnaia e gli altri big.

Il motivo? Un bluff tattico. Con le gomme da bagnato già montate ma una pista in netto miglioramento, Marc ha tentato l’azzardo: rientrare ai box per passare direttamente alla moto con slick, accettando di partire dalla pit lane ma con la gomma giusta. La direzione gara, però, non ci sta: bandiera rossa, rinvio di 15 minuti, tutti costretti a tornare sulla griglia. La furbata non va in porto, ma il messaggio è chiaro: Marquez è affamato, e oggi vuole tutto.

Al via, lo spagnolo scatta perfettamente e prende subito la testa, lasciando dietro Alex Marquez e Bagnaia a battagliare per la seconda posizione. Pecco passa al quarto giro, ma il divario dal leader inizia a salire: oltre due secondi di vantaggio per Marc, con un passo imprendibile. Ma al giro 9 arriva la svolta: nella veloce sinistra-destra del secondo settore, Marquez entra troppo deciso, sale sul cordolo ancora viscido e perde l’anteriore. Scivola, danneggia la pedana destra, riesce a ripartire ma è visibilmente compromesso. Dopo due giri a gestire l’impossibile, è costretto a rientrare ai box. È il momento in cui Bagnaia prende il comando. Da lì in poi, guida con autorità, determinazione, e quel ritmo chirurgico che lo ha reso campione del mondo due volte. Zero errori, gestione perfetta, vittoria meritatissima.

Il podio parla (quasi) solo italiano. Dietro Bagnaia, è Alex Marquez con la Ducati Gresini a chiudere secondo e a prendersi il comando del Mondiale, superando di un punto il fratello Marc. Terzo un ritrovato Fabio Di Giannantonio, finalmente in forma dopo i problemi alla spalla accusati nei test invernali. Quarto un consistente Franco Morbidelli (VR46), a conferma della crescita del team e della sua ritrovata fiducia. Quinta la prima Yamaha al traguardo, quella di Jack Miller, seguita da Marco Bezzecchi, che con l’Aprilia mostra segnali di ripresa dopo un inizio di stagione complesso. Poi Enea Bastianini, che porta la KTM Tech3 a ridosso dei migliori, e Luca Marini, migliore delle Honda in un weekend difficile per la casa giapponese. Chiudono la top ten Ai Ogura e Fabio Quartararo, entrambi distanti ma determinati a non mollare.

GP Americhe, i primi 10 in ordine di arrivo

Con tre GP alle spalle, la classifica è già in fermento. Alex Marquez guida con 87 punti, seguito da Marc a 86 e Bagnaia che risale a quota 75. Dietro, Morbidelli (55) e Di Giannantonio (44) tengono alta la bandiera tricolore. Ben sei italiani nei primi otto del GP e sei moto italiane tra le prime nove: dominio tricolore, Italians do it better.

Pecco Bagnaia (Ita/Ducati) – 39’00”191

Alex Marquez (Spa/Gresini Ducati) +2”089

Fabio Di Giannantonio (Ita/VR46 Ducati) +3”594

Franco Morbidelli (Ita/VR46 Ducati) +10”372

Jack Miller (Aus/Yamaha Pramac) +11”857

Marco Bezzecchi (Ita/Aprilia) +12”238

Enea Bastianini (Ita/Tech3 KTM) +12”815

Luca Marini (Ita/Honda) +15”646

Ai Ogura (Giap/Trackhouse Aprilia) +14”447

Fabio Quartararo (Fra/Yamaha) +18”255

MotoGP, la classifica piloti

A. Marquez – 87

M. Marquez – 86

Bagnaia – 75

Morbidelli – 55

Di Giannantonio – 44

Ogura – 25

Zarco – 25

Bezzecchi – 24

Marini – 20

Miller – 19

La MotoGP non si ferma. Il paddock vola ora verso il Qatar, dove il weekend del 13-14 aprile può riservare altre scintille. Il duello tra i fratelli Marquez e Bagnaia potrebbe essere solo all’inizio.

 
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