Roma, sicurezza stradale: 24,5 milioni per nuovi marciapiedi e percorsi pedonali, il piano del Campidoglio

Roma investe 24,5 milioni su marciapiedi e percorsi pedonali. Obiettivo: ridurre rischi e cadute. Nel 2025 contate 108 vittime sulle strade
Di Alessandra Monti
buca su una strada di Roma
Buche sulle strade del Lazio (Foto di repertorio)

Roma sposta il baricentro della sicurezza stradale sui pedoni. Dopo mesi segnati da un bilancio pesante di vittime, il Campidoglio mette sul tavolo 24 milioni e mezzo per rifare marciapiedi ammalorati, aumentare l’accessibilità e rendere più sicuri i percorsi casa-scuola, le fermate del trasporto pubblico e le vie commerciali. Il dato che accompagna l’annuncio, riportato da più ricostruzioni basate su aggiornamenti in ambito capitolino, parla di 108 persone morte dall’inizio del 2025 sulle arterie di Roma: un numero che, al di là di ogni raffronto, fotografa un’emergenza quotidiana.

Roma, sicurezza stradale: perché i “nuovi marciapiedi” diventano una priorità

La scelta di intervenire sui marciapiedi non è un’operazione cosmetica. Nella vita reale di una grande città, i cedimenti, le radici che sollevano la pavimentazione, i sanpietrini sconnessi, i chiusini disallineati e le buche non producono soltanto disagi: generano cadute, ferite, percorsi obbligati in carreggiata e quindi rischio. Chi cammina, chi spinge un passeggino, chi usa una carrozzina o chi ha difficoltà motorie paga per primo il prezzo di infrastrutture trascurate.

Il Campidoglio, anche alla luce delle segnalazioni che arrivano dai Municipi e dai comitati di quartiere, punta a un’azione diffusa: non interventi spot, ma un programma strutturato che renda praticabile e continua la rete pedonale, soprattutto nei punti dove oggi il marciapiede “sparisce” o diventa un ostacolo.

Roma, sicurezza stradale: come verranno spesi i 24,5 milioni per i marciapiedi

Il finanziamento, inserito nei capitoli di investimento dedicati alla manutenzione straordinaria, è destinato a cantieri su più fronti: ripristino della pavimentazione, rifacimento dei cordoli, sistemazione delle pendenze, creazione o rifacimento degli scivoli, eliminazione delle barriere architettoniche e adeguamenti utili alla fruibilità. L’obiettivo dichiarato è migliorare sicurezza e accessibilità, cioè ridurre incidenti e rendere i quartieri più vivibili anche per le fasce più fragili.

Nel quadro degli interventi capitolini già avviati negli ultimi anni, l’operazione marciapiedi si affianca ad altri capitoli della sicurezza stradale: attraversamenti rialzati, moderazione della velocità, nuova segnaletica e interventi su strisce pedonali illuminate o “smart” in vari Municipi. Il senso è uno: se una persona deve attraversare o camminare in sicurezza, non basta una striscia verniciata; serve un contesto coerente.

Roma, sicurezza stradale: il numero delle vittime e il tema delle arterie più pericolose

Le 108 vittime conteggiate dall’inizio dell’anno, indicate in queste ore dalle cronache locali sulla base di aggiornamenti circolati in ambito capitolino, richiamano una domanda che torna puntuale dopo ogni incidente mortale: dove si muore di più e perché. Consolari veloci, incroci complessi, rettilinei che invitano alla velocità, attraversamenti poco visibili, fermate autobus senza protezioni adeguate: Roma concentra criticità note da tempo, spesso nelle stesse vie.

Qui entra in gioco anche la reazione dei Municipi, che da mesi chiedono interventi mirati su “punti neri” e percorsi ad alta frequentazione pedonale: scuole, ospedali, mercati rionali, poli di scambio. Il piano marciapiedi, se ben coordinato, può diventare un tassello concreto, perché rimette il pedone in una sede propria, senza costringerlo a scendere in strada per evitare ostacoli.

Roma, sicurezza stradale: reazioni attese e nodi operativi

Nel confronto politico e tecnico, il tema non è soltanto “fare”, ma “come” e “quando”. I residenti chiedono cantieri rapidi e ben segnalati, perché lavori lunghi e disordinati rischiano di produrre ulteriore pericolo. I Municipi puntano su una distribuzione equa delle risorse, non concentrata solo nelle aree centrali. Le associazioni che si occupano di disabilità e mobilità attiva chiedono standard chiari: scivoli corretti, percorsi tattili dove previsti, materiali antisdrucciolo e manutenzione programmata, non emergenziale.

Resta un altro punto: i marciapiedi nuovi funzionano se viene garantita anche la tutela dello spazio pedonale, quindi controlli su sosta selvaggia, occupazioni irregolari e cantieri privati che restringono i passaggi senza soluzioni alternative. In una città grande come Roma, la sicurezza si costruisce con infrastrutture, regole e continuità.

Roma, sicurezza stradale: cosa cambia per quartieri, scuole e trasporto pubblico

Se il piano verrà tradotto in interventi capillari, l’impatto può essere immediato: percorsi più sicuri per studenti e anziani, meno cadute, accessi più semplici alle fermate bus e ai servizi essenziali, marciapiedi che tornano ad “accompagnare” il pedone invece di respingerlo. È un cambio di prospettiva: la strada non è solo un luogo per veicoli, ma uno spazio condiviso che deve proteggere chi è più esposto.

 
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