Cassino, ordigno esplode vicino a un’auto: due arresti dopo le indagini della Polizia

A Cassino esplode un ordigno vicino a un’auto. La Polizia identifica un uomo e una donna: arresti e sequestri di droga e 11mila euro
Di Lina Gelsi
Automobile incidentata

La deflagrazione di un ordigno esplosivo, avvenuta la sera del 10 febbraio nei pressi di via degli Eroi all’incrocio con via Capocci, ha fatto scattare un intervento immediato della Polizia di Stato a Cassino. L’esplosione ha danneggiato un’autovettura parcheggiata in zona e ha aperto un’indagine che, in poche ore, ha portato all’arresto di due persone: un uomo, accusato di danneggiamento, detenzione ed esplosione di un ordigno, minacce e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, e una donna, arrestata per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Ordigno in strada e auto danneggiata: scatta il cordone di sicurezza a Cassino

La segnalazione, arrivata sulla linea di emergenza NUE 112, indicava chiaramente una deflagrazione in strada. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cassino, che hanno verificato l’accaduto e riscontrato il danneggiamento del veicolo vicino al punto in cui era stato posizionato l’ordigno poi esploso. A quel punto l’area è stata interdetta per consentire i primi rilievi e mettere in sicurezza la zona, mentre la Polizia Scientifica avviava le attività tecniche necessarie a ricostruire dinamica e modalità dell’azione.

Video, testimoni e targa: la traccia che porta al presunto responsabile

Parallelamente, la Squadra Mobile e la Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Cassino, dopo aver informato la Procura della Repubblica di Cassino, hanno concentrato il lavoro investigativo su due direttrici: immagini e persone. Sono stati acquisiti i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona e ascoltati testimoni, oltre al proprietario dell’auto danneggiata. Da questo primo mosaico di elementi gli investigatori sono riusciti a ricavare un dato decisivo: il numero di targa e il modello dell’autovettura con cui l’autore dell’azione si sarebbe allontanato subito dopo l’esplosione.

Appostamento e fermo: l’uomo bloccato mentre lascia l’abitazione

Gli accertamenti successivi hanno permesso di risalire all’identità dell’indagato. Verificata la presenza dell’auto ricercata, gli agenti hanno predisposto un’attività di osservazione e appostamento nei pressi dell’abitazione. Il momento operativo è arrivato quando l’uomo si è avvicinato per uscire di casa: gli operatori lo hanno fermato e identificato, riscontrando anche la presenza della compagna.

Perquisizioni e sequestri: chiavi dell’auto, droga e 11mila euro in contanti

È quindi scattata l’ispezione e la perquisizione personale e domiciliare, finalizzata a reperire ulteriori elementi utili alle indagini. Sull’uomo sarebbe stata trovata la chiave dell’autovettura ritenuta utilizzata per compiere l’attentato dinamitardo. Ma non solo. Nelle borse con cui i due si stavano allontanando dall’abitazione sono stati rinvenuti 450 grammi di hashish e 105 grammi di cocaina. All’interno della casa, inoltre, sono stati trovati 11.000 euro in contanti, in banconote di piccolo taglio, somma sulla quale — secondo quanto riferito dagli operanti — i due non avrebbero fornito alcuna spiegazione.

Le ipotesi investigative e le ricadute sul territorio: perché l’episodio preoccupa

L’esplosione di un ordigno in un contesto urbano non è un fatto “isolabile” al solo danneggiamento materiale: attiva allarmi di sicurezza, genera timore in chi vive o attraversa quotidianamente quelle strade e richiede risposte rapide sul piano delle indagini. In questo caso, l’azione investigativa si è sviluppata con un metodo classico ma efficace: messa in sicurezza dell’area, rilievi scientifici, ricostruzione tramite videosorveglianza, testimonianze e riscontri, fino alla localizzazione dell’indagato. Sullo sfondo restano le motivazioni che gli inquirenti stanno approfondendo: la contestazione di minacce, unita al ricorso a un ordigno, suggerisce un possibile contesto intimidatorio, mentre il sequestro di stupefacenti e denaro contante apre un ulteriore fronte legato al presunto spaccio.

Procura e carcere: dove sono stati condotti i due arrestati

Alla luce degli elementi raccolti, i due soggetti sono stati arrestati e tradotti, su disposizione della Procura della Repubblica competente, presso la casa circondariale di Cassino (l’uomo) e presso l’istituto di Rebibbia (la donna). L’inchiesta prosegue per definire ogni passaggio dell’accaduto e verificare eventuali collegamenti con altri episodi o con contesti criminali già noti sul territorio.

 
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Cronaca

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