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A Mosca il principe Emanuele Filiberto ha fatto da padrino a Kira Leonida Romanova: un atto simbolico tra Savoia e Romanov

Alla domanda su eventuali legami con la politica russa e il ruolo del presidente Vladimir Putin, Emanuele Filiberto ha offerto una visione equilibrata...
Di Alessandra Monti
Emanuele Filiberto di Savoia
Emanuele Filiberto di Savoia

Domenica 13 luglio 2025, nella celebre Cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca, si è svolta la cerimonia ortodossa del battesimo di Kira‑Léonida Georgievna Romanova, nata il 2 giugno scorso come seconda figlia del Granduca Giorgio Mikhailovich Romanov e della principessa Victoria Romanovna.

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Un battesimo reale a Mosca riunisce due dinastie europee

Tra i padrini, accanto ad aristocratici europei, spiccava la figura di Emanuele Filiberto di Savoia, invitato a ricoprire un ruolo di rilievo perché legato storicamente e simbolicamente alla famiglia imperiale russa.

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Sotto gli sguardi attenti della granduchessa Maria Vladimirovna, del fratello maggiore Alexander, dei genitori e dei numerosi nobili intervenuti, la bambina è stata presentata alla comunità cristiana. Tra i presenti c’erano l’Arciduca Massimiliano d’Asburgo, Oksana Hoffman Girey, l’ambasciatore russo Artem Kozhin con la moglie Elena Kozhina, e rappresentanti dei casati bulgaro e georgiano.

Il legame storico tra Savoia e Romanov

In un’intervista rilasciata ad Antonio Parisi per il settimanale Oggi, in edicola da giovedì 24 luglio, Emanuele Filiberto ha sottolineato come i rapporti tra le due case reali abbiano radici profonde: “La mia bisnonna, la regina Elena, era cognata dello zar e nel 1908, dopo il devastante terremoto di Messina, lo zar Nicola II ordinò alla flotta russa alla fonda ad Augusta di partire immediatamente verso la Sicilia per portare soccorso alla popolazione, un gesto che ancora oggi viene ricordato con gratitudine a Messina”.

Il Principe ha definito la sua partecipazione al battesimo come un atto simbolico: “Una restituzione dell’affetto che i Romanov avevano verso la mia famiglia e l’Italia”. La visita a Mosca assume dunque un valore oltre la cerimonia: un gesto carico di storicità, riconoscimento e continuità tra due dinastie scomparse ma ancora vive nello spirito europeo.

Una presenza pubblica e un legame consolidato

Non solo figura di decoro familiare: Adriana Abascal, nuova compagna ufficiale di Emanuele Filiberto, era al suo fianco durante la cerimonia, confermando visivamente il loro legame davanti a un parterre di aristocratici internazionali. Lei in abito Dior, bianco a gonna ampia con giacca nera, décolleté e mantiglia in pizzo crema – rispettava il rigido dress code dell’evento. Questo momento è stato interpretato anche come la definitiva rappresentazione pubblica dell’allontanamento tra il principe e la ex moglie Clotilde Courau, da tempo separati, pur senza divorzio formale.

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Putin, tradizione e simbolismo politico

Alla domanda su eventuali legami con la politica russa e il ruolo del presidente Vladimir Putin, Emanuele Filiberto ha offerto una visione equilibrata: “In Russia il richiamo alla tradizione è centrale, e Putin ha talvolta usato simboli storici con scopi strategici. Ma i Romanov rappresentano una dimensione molto più profonda”.
Nel suo discorso emerge l’idea di una Russia che attinge al proprio passato imperiale, ma sottilmente distingue tra uso politico e valore storico-culturale del nome Romanov.

Il battesimo di Kira‑Léonida è un ponte tra due epoche, un segno di riconoscimento della storia condivisa tra la casa reale italiana dei Savoia e la casata imperiale russa. La partecipazione di Emanuele Filiberto come padrino non solo rinnova un legame antico, ma testimonia l’interesse europeo per una storia che, pur senza trono, resta viva nei simboli, nei gesti e nelle relazioni. Una cronaca attualissima, carica di memoria storica, raccontata senza retorica ma con tutta l’attenzione che merita un evento carico di significati.

 
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Interviste

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