Anagni (Fr) è ufficialmente nella rosa delle dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. Il progetto si chiama “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce” e porta con sé una particolarità che lo rende subito riconoscibile: non è la corsa di un solo Comune, ma un percorso condiviso che coinvolge Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli.
La notizia arriva dalla comunicazione del Ministero della Cultura, che ha pubblicato l’elenco dei finalisti e ha fissato già il calendario delle audizioni pubbliche a fine febbraio. Tra le 10 finaliste figura un’altra città del Lazio, Tarquinia, in provincia di Viterbo, celebre per le necropoli etrusche, dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO dal 2004.
Capitale italiana della Cultura 2028, il progetto “Hernica Saxa” porta la Ciociaria nelle finali
Il Presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano, ha commentato l’ingresso in finale come un risultato che riguarda l’intero territorio. Nelle sue parole, “Hernica Saxa” rappresenta il riconoscimento di un patrimonio millenario di storia, arte e tradizioni, ma anche la prova di una visione collettiva capace di tenere insieme identità diverse con un’idea comune di crescita culturale, sociale ed economica.
Di Stefano rivendica la capacità di “fare sistema” e sottolinea il valore di un lavoro istituzionale condiviso che, comunque vada, ha già lasciato un segno nel percorso di sviluppo della provincia.
Capitale italiana della Cultura 2028, chi sono le dieci finaliste e perché conta arrivare in shortlist
La selezione è stata effettuata dalla Giuria istituita dal Ministero, che ha indicato i dieci progetti finalisti: Anagni con “Hernica Saxa”, poi Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia. Essere nella shortlist significa entrare nella fase decisiva: da qui ogni candidatura sarà chiamata a difendere il proprio dossier in audizione pubblica, mostrando solidità del programma, sostenibilità economica e capacità di mettere a terra iniziative lungo un intero anno.
Capitale italiana della Cultura 2028, audizioni a Roma il 26-27 febbraio: orari, sede e diretta streaming
Il Ministero ha già fissato sede e modalità delle audizioni: si terranno giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026 nella Sala Spadolini, presso la sede del MiC. Ogni candidata avrà fino a 60 minuti complessivi: 30 per presentare il progetto e 30 per rispondere alle domande della Giuria. È prevista la trasmissione in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero, come stabilito dal bando.
Per “Hernica Saxa” l’appuntamento è alle 9.00 del 26 febbraio, prima audizione della due giorni: un dettaglio non secondario, perché apre la serie degli interventi e accende subito i riflettori sulla proposta del territorio ernico.
Capitale italiana della Cultura 2028, cosa c’è in gioco: un milione di euro e un effetto immediato sul territorio
Il traguardo non è solo simbolico. Il MiC prevede un contributo di un milione di euro alla città vincitrice per realizzare le iniziative indicate nel dossier, e la proclamazione è attesa entro il 27 marzo 2026.
Per Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli, l’approdo in finale può già produrre effetti: maggiore visibilità nazionale, un racconto unitario del patrimonio storico-artistico, un’accelerazione sul calendario di eventi e sulla progettazione culturale.
La partita, ora, si gioca sulla capacità di dimostrare che l’alleanza non è un’etichetta, ma un metodo: governance chiara, proposta credibile, ricadute concrete su turismo, servizi e qualità urbana.
