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Arrestato in Cisgiordania Hicham Harb, la mente dell’attentato alla sinagoga di Roma del 1982

Dopo 40 anni, fermato il sospettato degli attentati a Parigi e Roma
a cura di Alessandra Monti
Sinagoga di Roma, lapide in memoria del piccolo di due anni rimasto ucciso nell'attentato del 1982
Lapide in memoria del piccolo Stefano, morto nell'attacco alla Sinagoga di Roma del 1982

Nelle terre agitate di Ramallah, in Cisgiordania, le autorità hanno messo le mani su Hicham Harb, conosciuto anche come Mahmoud Khader Abed Adra. A settant’anni, quest’uomo è accusato di essere la mente dietro una serie di attentati che hanno sconvolto l’Europa nei primi anni ’80.

Roma, attentato alla Sinagoga: morto un bambino di 2 anni

Tra questi, l’attacco alla Sinagoga di Roma del 1982, dove il piccolo Stefano Gaj Taché, due anni appena, perse tragicamente la vita mentre suo fratello e altre 36 persone rimasero ferite.

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Arrestato il presunto autore delle stragi del 1982

L’arresto di Harb potrebbe dare un volto all’incubo vissuto da molte comunità europee. Infatti, oltre all’attentato di Roma, Harb è sospettato di aver orchestrato l’attacco al ristorante ebraico Jo Goldenberg a Parigi nel quartiere del Marais. In quella terribile giornata d’agosto del 1982, una pioggia di mitra e granate colpì il locale, lasciando sul terreno sei morti e ventidue feriti.

Dietro l’arresto un lungo lavoro investigativo

Nonostante i crimini risalgano a decenni fa, la cattura di Harb avviene dopo un’incessante attività investigativa. Era dal 2015 che si cercava quest’uomo in tutto il mondo grazie a un mandato internazionale. La sua cattura è stata possibile grazie a una serie di dichiarazioni rese da ex membri del gruppo terroristico responsabile degli attacchi.

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Reazioni internazionali

L’annuncio dell’arresto ha subito scatenato reazioni importanti: il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato dell’avvenimento come un significativo passo avanti verso la giustizia. Anche in Italia ci si augura che questo arresto possa finalmente portare chiarezza su quegli eventi oscuri. Il presidente della Comunità ebraica di Roma ha espresso la sua speranza che sia infranto il muro di silenzio che per troppo tempo ha protetto i colpevoli.

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Estradizione e processo

Dopo questo arresto si guarda ora alla possibilità di un’estradizione verso la Francia, dove un processo potrebbe finalmente avere luogo. I familiari delle vittime degli attacchi sperano da anni in questo momento: poter vedere finalmente alla sbarra chi ha devastato le loro vite.

 
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