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21 Settembre 2021

Pubblicato il

Artena comincia ad affrontare questioni inerenti alle prossime elezioni

di Redazione
Renato Centofanti: "Ci avviciniamo a grandi passi verso le elezioni comunali di aprile 2019, e purtroppo non vedo un dibattito nella cittadina"

Riceviamo e Pubblichiamo da Renato Centofanti:

Ci avviciniamo a grandi passi verso le elezioni comunali di aprile 2019, e purtroppo non vedo un dibattito nella cittadina che, lasci supporre un cambio di abitudini dei politici locali; pessime abitudini sono quelle di privilegiare accordi e creazione di gruppi di voti, attorno a quelli che possiamo definire i ‘feudatari del voto’.

Da questo modo di operare sarebbe il caso di uscire, e le responsabilità ricadono su tutti quelli che vogliono candidarsi a Sindaco, dovrebbero non soggiacere a tale sistema feudale del voto. Si dice che il pesce puzza dalla testa, ecco, chi si candida a Sindaco accettando e facendo suoi ‘tali sistemi’, poi, sicuramente non potrà essere un modello per la vita cittadina. Chi si candida a Sindaco dovrebbe non chiedere pacchetti di voti e non  accettarli se offerti. Lo so che i realisti diranno, sei un illuso! Mi ricordano quelli che dicevano che le tessere erano importanti, nel PD, e io ero un illuso a pensare invece che erano la morte del partito democratico, in Italia e ad Artena. Lo sviluppo delle cose ha mostrato chi era Epimeteo, cioè, colui che vede in ritardo. La vera rivoluzione artenese sarebbe, avere una visione urbanistica e sociale collegata con una pratica politica di raccolta del consenso attorno a tale Visione, dove la Visione è il Progetto di rinnovamento della cittadina, saper immaginare una cittadina vivace e creativa, socializzante e commerciale, produttiva con la filiera agroalimentare, e ritrovare una identità composita, attraverso un lavoro culturale di ‘rammendo’ tra le origini montefortinesi e lo sviluppo novecentesco di Artena, con il crescere delle contrade.

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Intanto, penso sia necessario chiarire due punti che si danno per scontati e invece dovrebbero essere posti in questione, per arrivare a una chiara definizione terminologica e anche di contenuto:

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  1. Montefortino, come è adeguato definirlo: Centro storico di Artena? Oppure, Borgo Antico di Artena? Oppure ci sono altri modi più precisi per definirlo rispetto alla cittadina?

Penso che, sia importante chiarire questo aspetto, perché, se alcuni lo chiamano in un modo e altri in un altro modo, qualcosa non va, invito tutti, a partire da chi si occupa di queste cose, a sviluppare un discorso su questo e poi magari un confronto cittadino per definire la cosa. L’amico e scrittore di storia artenese, Vittorio Aimati, potrebbe cominciare a dare un contributo importante in questo chiarimento.

  1. Quasi tutti noi artenesi diciamo e sentiamo dire: Artena ( Montefortino) è il centro storico (qui di nuovo mi sembra ci sia una contraddizione) Non Carrozzabile più grande d’Europa!

       Ecco, anche su questo punto si dovrebbe trovare una chiara certezza di ciò che diciamo, in base ai risultati di quale ricerca lo diciamo? E’ fondata veramente tale affermazione? (io spero di si, ma è importante poterlo dimostrare per poi                   fregiarsi di tale particolarità che potrebbe avere conseguenze enormi da un punto di vista dei finanziamenti europei, e turistico culturali).

 

Andando verso le prossime elezioni amministrative, si spera che questa cittadina sappia esprimere una rappresentanza politico-amministrativa che abbia un progetto adeguato alle sfide attuali, in parte espresse sopra.

Quali sono le sfide attuali? In questo, i problemi di Artena assomigliano ai problemi nazionali, bisogno di lavoro, bisogno di coesione sociale, dare alla cittadina una vitalità sociale fatta di relazioni e vicinanza, non ultimo ridare una fisionomia al Centro della cittadina attraverso un intervento urbanistico capace di tenere insieme socialità e bellezza estetica, creatività e attività commerciali, decoro urbano e partecipazione dei cittadini, con progetti di aiuto e cooperazione dove tutte le generazioni sono indispensabili.

Ci vuole fantasia e metodo, capacità di dialogo e capacità di passare alla realizzazione delle cose, ma sempre tenendo conto che: ‘la Relazione è la base di ogni agire umano, la Relazione è l’essenza dello stare insieme’.

Chi vuole competere per il ruolo di Sindaco, è ora che si metta in marcia e cominci a dire la sua Visione di Artena, di come la Vede nei prossimi venti anni.

Ci vuole coraggio, ma alla fine nemmeno tanto, basta avere delle idee e farle lievitare con il dialogo e il confronto.

Le idee le avete (rivolto a tutti i politici)? Vi invito a dirle, proporle, renderle comprensibili, e non inseguire i soliti feudatari del voto; in questo ci vuole coraggio, ma chi vuol migliorare il paese deve averlo, altrimenti se ne stia a casa o resti a fare la sua professione. Chi si candida a Sindaco deve dedicarsi a tempo pieno con passione e abnegazione e non part-time, chi pensa di farlo part-time pensa molto male e non è rispettoso della comunità.

Questo articolo, vuole essere un sasso nello stagno perché percepisco un film visto troppe volte: incontri per accordi, liste con dentro referenti di potenti che interdicono e canalizzano, alla fine le giunte non producono niente o quasi, se non l’immobilità, utile a chi sta bene cosi.

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