20 Ottobre 2021

Pubblicato il

Artena, conclusa la rassegna teatrale di Simo Sempre Nù de Maiotini

di Redazione
Cinque serate, oltre 1300 spettatori. Come al solito la compagnia teatrale ha riscosso successo

Per gli amanti del teatro fresco, leggero, semplice, dialettale in cui la fantasia spazia senza limiti è andata in scena la commedia “Tre castegne a cardo”, presentata in cinque serate di grandissimo successo, presso il Palazzaccio di Artena, dalla Compagnia “Simo Sempre Nù de Maiotini”. Si è trattato della trasposizione in vernacolo artenese di “Tre pecore viziuse” del grande commediografo Eduardo Scarpetta, padre dei fratelli De Filippo.

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La vera novità di questa Commedia è stata il personaggio principale, quello che ha mosso i fili della storia, l’autoritaria Beatrice, impersonata da Cristian Acciarito. Non ha fatto per niente rimpiangere l’interpretazione di Dolores Palumbo, anzi con lui il personaggio ne ha acquistato molto, soprattutto in comicità. Il regista Trulli è stato fedele nel trasporre la partenopea “Tre pecore viziuse” in “Tre castegne a cardo”; è mancata la governante, muta, fedele ombra di Beatrice, però è ben rimpiazzata dal cameriere Gabriele Coculo sempre pronto ad anticipare le disgraziate conseguenze delle malefatte, ossia dei tradimenti delle ‘tre castegne’: Fortunato marito di Beatrice (Daniele Trulli), Felice Sciosciammocca il nipote (Alessio Ciafrei), Camillo il fratello (Nunzio Caratelli), smascherate da Enrico (Leopoldo Pennacchi), personaggio caratterizzato dal soffio (inesistente nell’originale) che lo rende oltremodo ridicolo.

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La commedia in tre atti, ha suscitato grande ilarità per la foga dell’interpretazione e, come sempre, è terminata con un insegnamento morale che l’ha resa attuale benché siano passati ben 137 anni dalla sua nascita. Bravissimi anche tutti gli altri attori. Applauditissimi: Gabriele Notarfonso, Sabrina Acciarito, Chiara Di Cori, Vanessa Sordoni, Michela Rovitelli, Anna Luzzi. Si spera che presto ne seguano le repliche, anche nei teatri dei paesi limitrofi per applaudire e sorridere delle battute di “Tre castegne a cardo”, un detto comune tra gli Artenesi.

Foto di Roberto Benedetti

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