04 Marzo 2021

Pubblicato il

17 anni di occupazione

CasaPound, notificato sgombero via Napoleone III a Roma, ma è giallo

di Redazione

Sgombero CasaPound, notificata liberazione sede via Napoleone III, ma è giallo sulla vicenda. La Questura smentisce la notifica

Sgombero Casapound
Sgombero Casapound

Dopo 17 anni di occupazione le istituzioni hanno ordinato lo sgombero della sede storica del movimento di estrema destra, CasaPound a Roma.

“I fascisti del terzo millennio” dovranno liberare lo stabile occupato in via Napoleone III, al quartiere Esquilino di Roma. A comunicarlo a una piccola rappresentanza del movimento sono stati i poliziotti.

I militanti di CasaPound e il suo portavoce Davide Di Stefano raccontano di “un incontro in Questura” avvenuto mercoledì in cui si è parlato di “un ordine di sgombero imminente”.

Ma la Questura – secondo “Repubblica”- nega: “Non è stato notificato nessun atto”. Stessa musica dalla Prefettura e dal Ministero dell’Economia, dicastero del Governo della Repubblica titolare del palazzo in via Napoleone III, nessuna conferma.

La viceministra del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli (M5S) annuncia su Twitter: “Ho appena saputo che è stato ordinato lo sgombero da Via Napoleone III a CasaPound. Ci lavoriamo da tanto, finalmente si ristabilisce la legalità. @virginiaraggi”.

Sulla notifica consegnata agli occupanti del palazzo nel quartiere Esquilino di Roma è intervenuta anche la sindaca Virginia Raggi: “Finalmente qualcosa si muove su sgombero palazzo occupato abusivamente da #Casapound in centro a Roma. Ripristiniamo la legalità”.

La stessa prima cittadina lo scorso agosto si presentò sotto l’immobile occupato per chiedere la rimozione del logo di marmo “CasaPound” dalla facciata del palazzo.

Rimozione del logo di marmo

Sono stati gli attivisti del movimento di estrema destra a rimuovere il logo di marmo dal palazzo occupato, anticipando l’operazione di rimozione prevista il giorno dopo per lo scadere del tempo concesso dal Campidoglio.

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Quel giorno poco sopra lo spazio dove era la scritta venne esposto uno striscione con su scritto: “Questo è il problema di Roma”.

“È solo l’inizio. Ora va sgomberato l’immobile e deve essere restituito alle famiglie che ne hanno davvero diritto. Va ripristinata la legalità. Fino in fondo”, commentò su Twitter la sindaca Raggi.

Lo scorso anno l’Agenzia del Demanio aveva inviato un ordine di sgombero a CasaPound. L’Istituto pubblico è responsabile della gestione, razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato. 

Sul palazzo c’è stato anche l’intervento della procura della Corte dei Conti del Lazio, che ha chiesto 4,5 milioni di euro di danni a 9 dirigenti del Demanio e del Miur (che ha avuto a lungo in gestione lo stabile). I manager in attesa di giudizio non avrebbero fatto nulla per evitare l’occupazione.

Resta la questione del faccia a faccia con la polizia sullo sfratto. I militanti di CasaPound e il suo portavoce Davide Di Stefano raccontano di “un incontro in questura” avvenuto mercoledì in cui si è parlato di “un ordine di sgombero imminente”.

Sgombero CasaPound, una lotta firmata Virginia Raggi

Nei giorni scorsi Virginia Raggi ha scritto due lettere indirizzate al ministro della Difesa Lorenzo Guerini e al ministro dell’economia Roberto Gualtieri.

La sindaca ha sollecitato lo sgombero della sede storica di CasaPound a Roma, al quartiere Esquilino, stabile di proprietà del Mef. Inoltre, Raggi ha chiesto l’evacuazione dei residence occupati illegalmente a Ostia, in via Baleniere, di proprietà dell’Aeronautica Militare.

Riguardo l’occupazione illegale degli alloggi a Ostia, il ministero della Difesa ha dichiarato: “Abbiamo attivato il procedimento di sgombero, con comunicazione all’organo competente, la prefettura di Roma, il 7 maggio 2020. 

È stata interessata anche l’Avvocatura generale dello Stato per intraprendere tutte le azioni più opportune per rientrare nella piena disponibilità dell’immobile.

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Risultano, dunque, assolti tutti gli adempimenti di competenza, in attesa che la Prefettura, in coordinamento con il Comune e nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, possa provvedere allo sgombero dell’area”.

La Rete Italiana Antifascista commenta su Twitter l’annuncio dello sgombero della sede storica di CasaPound a Roma.

“Dopo 17 anni – 17 anni – è stato firmato l’ordine di sgombero dello stabile occupato abusivamente dal 2003 da CasaPound. In via Napoleone III, a Roma. Poche righe dal significato inestimabile: Ora fate ancora i duri”.

 
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