Cassino, coppia arrestata per truffa agli anziani: recuperati 6mila euro e oro per 40mila euro

I gioielli sarebbero stati sottratti a una coppia di anziani nel comune di Senigallia attraverso uno dei raggiri più odiosi e purtroppo diffusi: quello del finto carabiniere
Di Fabio Vergovich
Autostrada A1, uscita Cassino
Autostrada A1, uscita Cassino

Una coppia di quarantenni residente in provincia di Caserta è stata arrestata dalla Polizia di Stato di Cassino con l’accusa di truffa ai danni di anziani. Il controllo, avvenuto nella serata di ieri, 29 aprile, lungo la strada provinciale 479, in direzione del casello autostradale, ha permesso agli agenti del Commissariato di recuperare 6mila euro in contanti e circa 400 grammi di monili d’oro, per un valore stimato di circa 40mila euro.

Gioielli che, poco prima, sarebbero stati sottratti a una coppia di anziani nel comune di Senigallia, in provincia di Ancona, nelle Marche, attraverso uno dei raggiri più odiosi e purtroppo diffusi: quello del finto carabiniere.

Arresti a Cassino per truffa: decisivo il controllo sulla provinciale 479

L’intervento della Polizia di Stato è maturato durante l’ordinaria attività di controllo del territorio. Gli agenti del Commissariato di Cassino hanno fermato un’autovettura che stava viaggiando lungo la provinciale 479, in direzione del casello autostradale. Un controllo apparentemente ordinario, ma rivelatosi determinante.

Il mezzo, infatti, risultava già segnalato nel comune di Senigallia come autovettura utilizzata per mettere in atto una truffa ai danni di una coppia di anziani. Da quel momento gli accertamenti si sono concentrati sui due occupanti dell’auto, un uomo e una donna di circa 40 anni, residenti in provincia di Caserta.

A carico dei due sono emersi gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato di truffa. Un elemento aggravato, sul piano investigativo, anche dai numerosi precedenti di polizia, alcuni dei quali specifici proprio per episodi analoghi. Una situazione che ha portato gli agenti a procedere con una perquisizione personale e del veicolo.

Il raggiro del finto carabiniere e la paura usata contro gli anziani

La vicenda ricostruita dagli investigatori ripropone uno schema ormai noto, ma sempre pericoloso per la sua capacità di colpire persone fragili, spesso sole o facilmente impressionabili da una falsa emergenza.

Nella mattinata, una coppia di anziani di Senigallia era stata contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe presentato come carabiniere. La messa in scena era costruita per provocare paura e confusione: all’anziano veniva contestato di essere coinvolto in una rapina avvenuta in una gioielleria della zona. Per dimostrare la sua estraneità ai fatti, un altro presunto carabiniere sarebbe passato a ritirare i gioielli in oro presenti in casa, con la scusa di compararli con quelli oggetto della rapina.

Dopo circa dieci minuti, come annunciato durante la telefonata, qualcuno si è presentato presso l’abitazione degli anziani. La rapidità dell’azione è uno degli aspetti più ricorrenti in questo tipo di truffe: la vittima viene messa sotto pressione, non ha il tempo di riflettere, non riesce a contattare un familiare, non verifica la reale identità dell’interlocutore. Tutto avviene in pochi minuti, spesso facendo leva sul rispetto verso le divise e sul timore di conseguenze giudiziarie.

In questo caso, il raggiro avrebbe portato alla consegna di una quantità rilevante di gioielli. Un danno economico pesante, ma anche un colpo psicologico forte per chi subisce un inganno dentro la propria casa, nel luogo in cui dovrebbe sentirsi più protetto.

Recuperati oro e contanti: il valore dei monili è di circa 40mila euro

Durante la perquisizione personale, gli agenti hanno rinvenuto addosso alla donna i monili in oro riconducibili alla vittima. I gioielli erano occultati all’interno di un fazzoletto. Il peso accertato è di circa 400 grammi, con un valore stimato intorno ai 40mila euro.

La perquisizione estesa all’autovettura ha consentito inoltre di recuperare 6mila euro in banconote di vario taglio. Un ritrovamento che rafforza il quadro accusatorio e apre ulteriori verifiche sulla provenienza del denaro, anche in relazione a possibili altri episodi.

Il recupero dei beni rappresenta un passaggio importante non solo dal punto di vista investigativo, ma anche per le vittime. In molte truffe agli anziani, infatti, il denaro o i preziosi sottratti spariscono in poche ore, rendendo molto difficile la restituzione. In questa circostanza, invece, la tempestività del controllo ha permesso di bloccare il presunto percorso di fuga e di mettere al sicuro oro e contanti.

I valori rinvenuti saranno restituiti ai legittimi proprietari, un dato non secondario in una vicenda che avrebbe potuto chiudersi con un danno economico molto più grave e difficilmente riparabile.

Dalla segnalazione di Senigallia al fermo nel Cassinate

Il caso mette in evidenza anche l’importanza della circolazione rapida delle informazioni operative. L’auto fermata a Cassino era stata segnalata dopo l’episodio avvenuto a Senigallia. Il collegamento del veicolo al raggiro ai danni degli anziani ha consentito agli agenti di intervenire in un punto nevralgico, vicino al casello autostradale, dove il mezzo stava transitando.

La presenza della vettura sulla provinciale 479, in direzione dell’autostrada, fa comprendere quanto sia mobile questo tipo di criminalità. Le truffe agli anziani non restano confinate al luogo in cui vengono commesse: spesso chi agisce si sposta rapidamente da una provincia all’altra, sfrutta arterie stradali e collegamenti veloci, cambia territorio per rendere più difficile l’individuazione.

Proprio per questo, l’attività di controllo svolta nel Cassinate assume un rilievo particolare. Non si è trattato soltanto di fermare due persone sospettate di un singolo episodio, ma di interrompere una possibile catena di reati e recuperare beni già sottratti.

Truffe agli anziani: perché il metodo funziona ancora

Il meccanismo utilizzato nel caso di Senigallia è purtroppo molto efficace perché si fonda su tre elementi: autorità, urgenza e paura. Il truffatore si presenta come appartenente alle forze dell’ordine, crea un’accusa grave e prospetta una soluzione immediata. La vittima, colta alla sprovvista, viene spinta ad agire senza consultare nessuno.

La richiesta di consegnare gioielli o denaro viene mascherata da procedura utile a chiarire la posizione di un familiare o della stessa vittima. In realtà nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede oro, contanti o altri valori per effettuare verifiche, comparazioni o accertamenti. È un punto che va ribadito con forza, soprattutto verso le persone anziane e verso le famiglie.

Ogni telefonata sospetta deve essere interrotta. Il passo più sicuro è chiamare subito il numero di emergenza o contattare direttamente il Comando più vicino, usando numeri già conosciuti e non quelli forniti dall’interlocutore. Anche avvisare un parente o un vicino può essere decisivo. I truffatori puntano sull’isolamento della vittima; rompere quell’isolamento è spesso il modo più semplice per impedire il raggiro.

I due arrestati trasferiti nelle case circondariali

Al termine degli accertamenti, i due quarantenni sono stati arrestati. La donna è stata condotta presso la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, mentre l’uomo è stato trasferito nella Casa Circondariale di Cassino. Entrambi restano a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino.

L’indagine proseguirà per definire con precisione le responsabilità individuali e verificare l’eventuale collegamento con altri episodi simili. I precedenti specifici emersi a carico dei due arrestati saranno valutati nel quadro complessivo degli accertamenti.

La vicenda conferma il valore dei controlli su strada e della prontezza investigativa, soprattutto quando si ha a che fare con reati che colpiscono persone anziane e fanno leva sulla loro fiducia. In questo caso, l’azione della Polizia ha permesso di recuperare un patrimonio significativo e di restituire alle vittime non solo beni di valore economico, ma anche oggetti che spesso custodiscono ricordi familiari e affettivi.

 
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Cronaca

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