28 Ottobre 2021

Pubblicato il

Cassino, tenta di uccidere una donna in ospedale: arrestato

di Redazione
Un 46enne di Aprilia condannato per l'omicidio della fidanzata avvenuto nel 1998 ha tentato di strangolare una 68enne di Pontecorvo

 Carabinieri del Comando Stazione di Cassino, nella tarda mattinata di oggi, su disposizione della locale Procura della Repubblica, hanno dato corso a un’ Ordinanza di custodia cautelare in carcere emesso dal Tribunale di Cassino, dott. Valerio Angelo LANNA, nei confronti di S.A., 46enne di Aprilia, poiché ritenuto responsabile del tentato omicidio di una 68enne di Pontecorvo. L’uomo era ricoverato presso il reparto SPDC del Santa Scolastica di Cassino, proveniente da una comunità terapeutica di Roccasecca dove si trovava in regime della libertà vigilata, su disposizione del Tribunale di Sorveglianza di Roma, dopo aver scontato 16 dei 23 anni di condanna, poiché riconosciuto responsabile dell’efferato omicidio della  fidanzata, la 22enne S.G., compiuto nel maggio del 1998 ad Aprilia. All’epoca dei fatti, ancora 28enne, si era macchiato le mani di sangue, strangolando la giovane fidanzata e investendola più volte con la propria autovettura, per poi seppellirla in uno spazio erboso nei pressi di una pinetina, solo perché “una voce l’aveva spinto a farlo”.

La vicenda che ha portato all’arresto dello squilibrato, si è sviluppata nella serata di sabato 26 marzo, mentre l’uomo era ricoverato presso l’ospedale di Cassino e, a suo dire, spinto sempre da una voce che gli ordinava di uccidere, si spostava nella stanza attigua alla sua dove, approfittando dell’assenza dei sanitari, si avventava su una paziente e, mettendole le mani alla gola, cercava di strangolarla. Solo grazie alle urla della malcapitata e l’intervento immediato di alcuni sanitari si scongiurava un epilogo drammatico. Immediatamente venivano allertati i Carabinieri della locale Stazione che, intervenuti subito dopo, trovavano l’uomo immobilizzato e sedato mentre la donna ancora visibilmente scossa.

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La malcapitata, appena ripresasi dalla paura, forniva una dettagliata versione dei fatti ai militari circa l’aggressione patita pochi istanti prima, formalizzando, seduta stante, una denuncia/querela. I Carabinieri procedevano, pertanto, a raccogliere le testimonianze dei sanitari e di tutti i presenti all’accaduto, nonché di tutto il personale in servizio nel reparto, accertando che il paziente, asseriva di avvertire l’impulso di uccidere una donna e che lo stesso era ossessionato dal non voler rientrare presso la comunità di Roccasecca altrimenti affermava avrebbe ucciso una delle ospiti.

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Da ciò ne scaturiva un’informativa dettagliata che veniva inviata immediatamente alla Procura della Repubblica di Cassino e al Tribunale di Sorveglianza di Roma per gli aspetti di competenza. Il P.M. dott. Eugenio ROMBOLINO, pertanto, assumeva la direzione delle indagini e, condividendo le risultanze investigative dei Carabinieri, disponeva alcuni fondamentali approfondimenti che gli consentivano di richiedere, in tempi rapidissimi, l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del pericoloso soggetto.

Nel frattempo, l’autore dell’aggressione, oltre ad essere sedato e immobilizzato, veniva tenuto sotto controllo mediante una discreta vigilanza attuata da personale dell’Arma in borghese. Nella mattinata di odierna, il GIP del Tribunale di Cassino, accogliendo la richiesta del P.M. dott. ROMBOLINO, emetteva il provvedimento che ne disponeva la custodia cautelare in carcere che il personale del Comando Stazione Carabinieri di Cassino provvedeva ad eseguire immediatamente prelevando, dall’ospedale, l’autore dell’aggressione e traducendolo  presso la Casa Circondariale di Cassino.

 
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