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F1, è successo nel weekend di Miami: McLaren pigliatutto! Ferrari, ma dove sei?

Il team Papaya è imprendibile: in gara 18 secondi alla Mercedes, seconda scuderia in griglia. Profondo rosso a Maranello: piloti scontenti
Di Giovanni Montella
Oscar Piastri
Oscar Piastri

Miami ha smesso di essere un’idea esotica nel calendario della Formula 1. Nel 2025, è diventata il punto esclamativo di una gerarchia che, almeno per ora, non ammette repliche: McLaren domina. Lo ha fatto nella Sprint del sabato, lo ha confermato con autorità nella gara della domenica. E mentre il paddock cercava di assorbire la notizia della scomparsa di Jochen Mass, a poche ore dal via, il team di Woking ha reagito nel modo più sportivamente feroce possibile: piazzando una doppietta in Sprint e un’altra nella gara lunga, guidata da un Oscar Piastri sempre più maturo, sempre più leader silenzioso.

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F1, la Sprint Race del sabato

Sabato ha offerto uno di quei mini-show che solo la F1 sa mettere in scena quando la pioggia si presenta senza invito. Il diluvio improvviso ha rimescolato le carte, mandando in tilt il paddock e le strategie. L’errore più evidente? Quello della Ferrari, che ha mandato Charles Leclerc in pista con le intermedie nel giro di formazione: scelta inspiegabile, pagata carissima. Il monegasco è finito a muro prima ancora di partire davvero, lasciando attoniti anche gli addetti ai lavori. “Come è possibile?”, ha chiesto Hamilton via radio. La domanda resta senza risposta.

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Nel marasma generale, Piastri scatta forte, Norris si difende bene ma è la scelta della Ferrari di richiamare Hamilton ai box per montare gomme da asciutto a sei giri dalla fine a cambiare il volto della gara. Il sette volte campione del mondo vola, si riprende terreno e chiude terzo, restituendo un po’ di lustro a un weekend complicato per il Cavallino.

Chi invece affonda è Andrea Kimi Antonelli: partiva dalla pole nella sua prima qualifica Sprint in carriera, ma viene subito accompagnato fuori pista da Piastri in curva 1 e successivamente centrato da Verstappen nella corsia dei box. Il giovane bolognese chiude settimo, ma avrebbe potuto (e meritato) di più.

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F1, la gara della domenica

Se la Sprint ha dato spettacolo, la gara vera e propria ha messo in chiaro chi comanda nel 2025. Oscar Piastri ha preso il controllo della corsa al 14° giro superando Verstappen in modo chirurgico. Norris, scivolato in sesta posizione dopo una partenza aggressiva e un fuoripista causato dalla difesa dell’olandese, ha recuperato rapidamente, infilando anche lui il quattro volte iridato con una facilità che fa riflettere. Quando due McLaren riescono a rifilare quasi 40 secondi a Verstappen, vuol dire che la superiorità tecnica non è più una sensazione, ma un fatto.

Dietro, George Russell continua a recitare il ruolo del metronomo perfetto della Mercedes. Non sbaglia nulla, sfrutta le Virtual Safety Car e blinda il terzo posto, regalando al team la consapevolezza di avere almeno una certezza, se non ancora una macchina da titolo.

Max Verstappen ha combattuto come sa fare lui. Pole al sabato, partenza impeccabile la domenica, ma poi si è trovato a lottare contro un’architettura tecnica superiore. Senza l’appoggio di una Red Bull competitiva come un anno fa e senza il supporto di un compagno efficace (Lawson praticamente invisibile), l’olandese ha dovuto arrendersi. La parola “resistenza”, che fino a ieri sembrava un esercizio stilistico, diventa oggi la sua strategia principale. Andrea Kimi Antonelli esce da Miami con due cose: qualche punto in più e una cartolina importante da spedire al mondo. Pole nella Sprint, sesta piazza finale nella gara lunga e una gestione lucida in un contesto da nervi saldi. La sua Mercedes non è ancora in grado di lottare per il titolo, ma lui ha mostrato passo, freddezza e intelligenza tattica. A 18 anni, non è poco.

Ferrari, profondo rosso a Maranello. La classifica piloti aggiornata

La Ferrari è la grande delusione di questo fine settimana. Non tanto per i risultati, comunque modesti (settimo Leclerc, ottavo Hamilton), quanto per la sensazione che regni il disordine. Il team radio di Hamilton — infastidito nel dover cedere la posizione a Leclerc su ordine del box — è solo l’ultima spia di una convivenza che funziona solo sulla carta. Né Charles né Lewis sembrano in sintonia con il muretto, e il passo gara è troppo lontano da quello dei rivali. La SF-25, pur migliorata, è ancora un progetto incompiuto.

Dopo sei GP, la classifica parla chiaro: Piastri 131, Norris 115, Verstappen 99, Russell 93. La McLaren ha piazzato un colpo doppio, tecnico e psicologico. È davanti con entrambi i piloti e mostra una crescita lineare, costante, inequivocabile. Il lavoro di Andrea Stella sta riscrivendo il presente della Formula 1. La sensazione è che la rincorsa al titolo 2025 sarà una partita a due… ma giocata da una sola squadra. La classifica piloti dopo 6 GP recita:

  1. Piastri – 131
  2. Norris – 115
  3. Verstappen – 99
  4. Russell – 93
  5. Leclerc – 53
  6. Antonelli – 48
  7. Hamilton – 41
  8. Albon – 30
  9. Ocon – 14
  10. Stroll – 14

 
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