La gara

F1, GP Bahrain: domina Piastri. Russell e Norris sul podio, sesto Max

Lieve miglioramento delle Ferrari, al quarto posto con Leclerc e al quinto con Lewis, che afferma: "Non mi aspettavo così male"
Di Giovanni Montella
Oscar Piastri
Oscar Piastri

Oscar Piastri centra la sua seconda vittoria stagionale e lo fa in Bahrain, in un Gran Premio dominato dall’inizio alla fine. A Sakhir, sotto i riflettori del deserto, l’australiano della McLaren ha tirato fuori una prestazione chirurgica, tanto solida quanto intelligente. Nessuna sbavatura, nessuna esitazione: solo ritmo, lucidità e gestione. È la sua seconda vittoria stagionale, la più pesante, forse la più matura. I 74 punti raccolti finora lo mettono in scia a un Mondiale che quest’anno sembra finalmente aperto a più protagonisti.

F1, Lando ancora al comando in classifica

Dietro di lui, George Russell si è preso la seconda posizione con una gara fatta di nervi e grinta. Ha dovuto fare i conti con Lando Norris negli ultimi giri, ma è riuscito a tenerlo dietro anche grazie a un passo costante. Il britannico della Mercedes era finito sotto indagine per un presunto utilizzo irregolare del DRS. La Direzione Gara, però, ha chiarito: si è trattato di un malfunzionamento, non di una volontà di infrangere il regolamento. Nessuna penalità, posizione confermata.

Norris, terzo al traguardo, resta comunque leader del Mondiale con tre punti di vantaggio su Piastri. Ma con una McLaren in grande forma e due piloti regolarmente davanti, la convivenza potrebbe iniziare a farsi interessante.

Charles Leclerc ha avuto una gara combattiva. La scelta di partire con gomma media lo ha inizialmente penalizzato: è stato superato da Russell e da Norris già nei primi metri. Poi, però, ha saputo risalire, anche approfittando di una SF-25 molto efficace in rettilineo. Fino a pochi giri dalla fine è rimasto in corsa per il podio, ma ha dovuto cedere al passo migliore di Norris, che lo ha superato al giro 52 con una manovra decisa in curva 4. Quarta posizione per lui, davanti a un Lewis Hamilton apparso più incisivo del solito, soprattutto nel corpo a corpo.

GP Bahrain, male Verstappen. Ferrari, si può fare di meglio

Ma la notizia, forse, è un’altra: Max Verstappen ha chiuso sesto. Non per problemi di strategia o episodi particolari, ma perché non c’era il ritmo. La Red Bull ha vissuto un weekend complicato, tra problemi di bilanciamento e un pit stop lento che ha ulteriormente compromesso la gara dell’olandese. Al box non hanno nascosto il disagio. Verstappen si è lamentato a lungo in radio, in particolare per il comportamento dei freni. Un weekend da dimenticare, ma anche un segnale chiaro: quest’anno la concorrenza c’è.

Chi sorride è invece Alpine. Dopo un inizio di stagione disastroso, la scuderia francese ha piazzato tre monoposto in top ten: Pierre Gasly settimo (e primo vero protagonista di giornata per il team), Esteban Ocon ottavo e il rookie Oliver Bearman decimo. In mezzo, Yuki Tsunoda ha portato a casa i primi punti stagionali per la seconda vettura della Red Bull.

Tutti i piloti – tranne pochi, tra cui Leclerc e Hamilton – sono partiti con gomma morbida. La strategia Ferrari era chiara: provare qualcosa di diverso. Ma l’efficacia è rimasta a metà. La Safety Car al 32° giro, chiamata per rimuovere dei detriti, ha rimescolato un po’ le carte. Quasi tutti sono rientrati ai box, montando mescole diverse: media per Piastri, morbida per Russell, dura per Leclerc. Alla ripartenza, però, le posizioni non si sono scomposte troppo: l’australiano ha continuato a comandare con freddezza. La fase finale ha visto il duello più acceso tra Leclerc e Norris, con sorpassi, controsorpassi e anche un episodio ai limiti tra Hamilton e Norris, con l’inglese costretto a restituire la posizione per essere andato oltre i limiti della pista. Emozioni vere, di quelle che il Bahrain sa regalare.

Filtra delusione dalle parole di Hamilton, che non si aspettava una sua capacità di adattamento alla nuova macchina così incostante; nonostante questo, è stato votato come “Driver of the day”, forse per la mini rimonta che ha portato a casa dopo essere partito dalla nona casella. “Oggi spero di aver dimostrato di avere ancora qualcosa dentro di me, devo cercare di attingere di più a quel potenziale”, ha chiosato il britannico. Anche Leclerc non è pienamente soddisfatto, confermando però la strategia della scuderia di Maranello: “era quella che volevamo fare dall’inizio, io avevo una visione diversa a un certo punto della gara ma vista la safety car che non era prevedibile è stato giusto fare due soste. La soft degradava tanto, dovevamo andare sulla gomma dura”. Sul momento generale, il monegasco ha dichiarato di non essere felice per “la situazione in cui siamo, ho dato il massimo ma non è abbastanza”.

 
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