Alle 18.07 di oggi, 8 maggio 2025, al quarto scrutinio, è arrivato il momento che tutti aspettavano: la fumata bianca è realtà. Nel giorno della Supplica alla Madonna di Pompei, la Chiesa ha eletto il suo nuovo Papa, il 237esimo della storia. Piazza San Pietro, piena sin dalle prime ore del pomeriggio, ha accolto la notizia, scandita anche dalle campane della basilica a festa, con una poderosa ovazione, cori per il nuovo Papa e con la preghiera del Salve Regina: alle 18.38 c’erano circa 40mila persone, numero salito poi a 100mila a pochi minuti dall’annuncio ufficiale. In piazza presenti anche il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il Ministro di Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini.
Papa, chi è il cardinale eletto
Alle 19:12, dopo il passaggio di rito nella Stanza delle Lacrime e il saluto a tutti i cardinali che lo hanno eletto, si è aperta la Loggia delle Benedizioni: il protodiacono Dominique Mamberti annuncia l’”Habemus Papam”: il 237esimo successore di Pietro sarà Robert Francis Prevost, primo Pontefice nordamericano, che ha scelto il nome di Leone XIV.
Alle 19:23 il nuovo Papa si è affacciato e ha salutato per la prima volta il suo popolo: come da tradizione ha indossato i paramenti sacri del Sommo Pontefice, che solo Papa Francesco, il suo predecessore, aveva scelto di non fare suoi. La folla è in visibilio, e dopo pochi istanti, emozionatissimo, ha parlato così – alle 19:26 – per la prima volta: “La pace sia con tutti voi. Il saluto giunga a tutta la terra, a tutte le famiglie. La pace sia con voi. questa è la pace di Cristo risorto, disarmata, disarmante, umile e senza armi, è la pace di Dio che ci ama incondizionatamente”.
Il nuovo Pontefice ha ricordato Papa Francesco, che nel giorno di Pasqua ha benedetto per l’ultima volta Roma con quel filo di voce che gli era rimasto: “Grazie a Papa Francesco. siamo tutti nelle mani di Dio, tutti amati da Dio, tutti uniti mani nelle mani, con Dio. Aiutiamoci tutti a costruire ponti fra noi, con il dialogo.
Ha proseguito poi ringraziando poi a tutti i confratelli cardinali che l’hanno scelto per “camminare insieme a voi nella pace e nella giustizia. Sono agostiniano, figlio di Agostino che ha detto ‘Con voi sono cristiano’, per camminare con Dio nella patria che Lui stesso ci ha preparato. Cerchiamo insieme di costruire ponti, di essere una Chiesa missionaria unita, che cammina unita, disposta a ricevere, disposta a dare carità e presenza con dialogo. Cerchiamo di essere una Chiesa vicina a quelli che soffrono. Alla Chiesa di Roma va un saluto speciale”. Prima dell’indulgenza plenaria, continua a parlare in spagnolo e recita l’Ave Maria per celebrare il giorno della supplica alla Madonna di Pompei, che “è sempre con noi”.