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14 Aprile 2021

Pubblicato il

L’etoile Giuseppe Picone danza Salomè a Palazzo Braschi di Roma

di Redazione

Il 23 e il 24 giugno alle 21,30, per la festa di san Giovanni, nel cortile del Museo di Palazzo Braschi

Il 23 e il 24 giugno alle ore 21,30, in occasione della celebrazione della festa di san Giovanni, il cortile del Museo di Roma Palazzo Braschi ospiterà Salomè Ultimo Atto, lo spettacolo lirico coreutico ispirato al capolavoro di Oscar Wilde. L’evento è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina, Presidenza Commissione Cultura, Politiche Giovanili e Lavoro. I servizi Museali sono di Zètema Progetto Cultura.

Ideata dalla regista Anna Cuocolo che ne cura anche le coreografie, la rappresentazione è prodotta da D.d'Arte s.r.l. di Francesca Barbi Marinetti, con l'obiettivo di promuovere e valorizzare il patrimonio storico-artistico custodito all’interno dello spazio espositivo. Proprio a Palazzo Braschi è infatti conservato, nell’androne antistante la scala nobile, il grande gruppo scultoreo seicentesco di Francesco Mochi raffigurante il Battesimo di Cristo.

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Protagonista è l'étoile internazionale Giuseppe Picone, "una scelta – come spiega la regista – che si identifica come un'elezione pittorica, scultorea, alla ricerca di una bellezza ideale" . Un ruolo insolito, in questa messa in scena,  quello destinato a Giuseppe Picone, al di fuori dei classici della danza, ma che che grazie alla sua versatilità e alla sua grande capacità interpretativa ha fatto suo. La sua forza, oltre all'eccellente tecnica, sta nel suo personale stile, gesto, eleganaza e portamento che gli permettono di interpretare qualsiasi ruolo.

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L’astro della danza è affiancato nel cast da Manuel Parruccini, Primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma (Giovanni Battista) e dall’étoile Mario Marozzi nel ruolo di Erode.

''L’obiettivo di questo progetto, reso possibile grazie al sostegno della Sovrintendenza e agli sforzi della direzione di Palazzo Braschi – ha dichiarato Francesca Barbi Marinetti, direttore artistico di Salomé –  è di favorire, attraverso la contaminazione delle arti e l’apertura ai grandi spettacoli e cast internazionali, la massima valorizzazione delle opere museali che compongono il nostro immenso e troppo spesso poco considerato patrimonio artistico".

"E’ già da qualche anno, infatti – ha spiegato il Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce – che i Musei di Roma Capitale si aprono ad altre discipline artistiche, ma sono convinto che in questo caso più che mai, l’arte incontra l’arte. Con lo spettacolo “Salome ultimo atto” il pubblico potrà apprezzate tutte le forme artistiche: la Pittura, la Scultura, la Danza, la Musica e il Teatro in unico momento”. La scelta delle partiture, affidata a Maurizio Modugno, racconta sentimenti e stati d'animo che da Vivaldi a Pergolesi a Leoncavallo, fino alla canzone napoletana del primo novecento, ricrea la suggestione di quelle notti di mezzaluna in cui passioni, mistero, sacro e profano si fondono, una sorta di tappeto orientale musicale che unisce Venezia con Napoli e Macheronte in Giordania.

Il ritmo della narrazione, inoltre, viene scandito dall’interpretazione di Massimo Wertmuller che legge un estratto dall’opera di Wilde, restituendo quelle suggestioni oniriche cariche di drammaticità contenute nel canto delle soprano Hae Young Hyun (schiava) e Yasko Fujii (Erodiade), sulle note di Paolo Andriotti, Primo Violoncello dell’Orchestra del Teatro di Messina e della  cembalista Antonella Moles del Conservatorio  Nicola Sala di Benevento.

Il costume di Salomè è stato realizzato da Carlo Alberto Terranova, erede stilistico di Fausto Sarli per la maison New Land in omaggio all’Opera. Gli allestimenti scenici e le proiezioni artistiche sono di Vito G. Zito.

Roma è un palcoscenico mondiale che si arricchisce attraverso un evento come questo – ha dichiarato Michela Di Biase, presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale – il linguaggio universale della danza, della musica e dell’arte si  fonde in questa messa in scena a ribadire l’universalità del suo messaggio, tra arti visive e arti sceniche.  Linguaggi differenti per una tipologia di spazio unica quale è  il Museo di Roma – Palazzo Braschi, un luogo prestigioso che bisogna valorizzare sempre più e questa è un’iniziativa che va ripetuta anche in futuro, facendo vivere un momento artistico e culturale di rara bellezza e suggestione”.

Partner dell’evento è la charity Antea, associazione che garantisce assistenza domiciliare ai malati terminali, che si è riservata l’intera seconda serata dell’evento acquistandone tutti i biglietti. L’iniziativa è interamente sostenuta da sponsor privati.

 
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