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24 Settembre 2020

Pubblicato il

La Sapienza, lectio magistralis di Schettino: una (mezza) bufala

di Redazione

I fatti non sono esattamente come quelli riportati dai principali quotidiani online

A smontare la notizia apparsa queste ore sui principali quotidiani online – a partire all’agenzia ANSA, per finire con Repubblica, La Stampa, Tgcom24 e altri – ci pensa Wired Italia.

Stiamo parlando della presenza di Francesco Schettino sui banchi de La Sapienza, per una – udite, udite! – ‘lectio magistralis’ nell’ambito di un master in Scienze Criminologiche organizzato dalla Cattedra di Psicopatologia Forense della Facoltà di Medicina della Prima Università di Roma. Secondo le voci che sono circolate, nella lezione finale Schettino avrebbe commentato una ricostruzione del naufragio del Giglio e avrebbe poi raccontato agli studenti universitari aneddoti tratti dalla sua esperienza di comandante di navi, soffermandosi in particolare sulla gestione di situazioni di panico e di crisi. E, come se non bastasse, Schettino avrebbe anche ricevuto un diploma dall'Ateneo.

“Sono stato invitato come esperto e ho illustrato agli studenti la gestione del controllo del panico – avrebbe poi spiegato lo stesso Schettino – So come ci si comporta in casi del genere, come bisogna reagire quando ci sono equipaggi di etnie diverse”. Proprio lui, che ha abbandonato la Costa Concordia – “Torni a bordo, cazzo!”, tutti ricordano questa frase. Non pago, poi, Schettino avrebbe dichiarato: “Ci sono studi accademici comparativi che mettono a confronto il disastro della Concordia con altre tragedie simili, anche con l'attentato alle Torri Gemelle”.

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Schettino ci ha abituati a picchi di goliardia, ma le dichiarazioni sono davvero troppo esagerate. Le cose, non starebbero propriamente come sono state raccontate. Già le dichiarazioni del Rettore de La Sapienza Luigi Frati che ha preso le distanze dall’iniziativa bollandola come "autonoma e indegna", qualche dubbio avrebbero dovuto insinuarlo. Ma si sa, nell’epoca dei social network contano i click, non la qualità dell’informazione. È sempre Wired Italia a scrivere: “Bastava tuttavia indagare un po’ per scoprire una pagina evento di Facebook, questa, dove in effetti è schedulato l’intervento di Schettino per lo scorso sabato 5 luglio al Circolo aeronautica Casa dell’Aviatore in viale dell’Università 20, a Roma. Per la precisione, nell’ambito di un seminario organizzato dal criminologo Vincenzo Mastronardi, titolare del master in questione, e intitolato Dalla scena del crimine al profiling. Un’ottantina i partecipanti, non una roba per le masse insomma”.

A questo evento, infatti, per il 5 Luglio era programmato, dalle ore 11.00 alle ore 12.30 un incontro dedicato alla ‘Ricostruzione dell’evento critico del Costa Concordia’, con l’aiuto della Grafica in 3D a cura dell’Ing. Ivan Paduano della Sapienza Università di Roma e con il commento del comandante Francesco Schettino. Nessuna lectio magistralis, dunque. Nessun pieno coinvolgimento dell'Univesità, quindi. Resta comunque la gravità del fatto – che siano 80 o 80mila gli uditori – che sarebbe stato ugualmente grave anche se raccontato per come si è svolto realmente. 

Lo stesso Mastronardi, poi, sempre a Wired Italia ha dichiarato: “Non si è trattato di alcuna lectio magistralis (…) e l’intervento di Schettino è stato brevissimo, a commento di una ricostruzione in 3D dell’incidente. Oltre tutto, c’è una differenza fra invitare una persona e chiamarla per partecipare in un contesto scientifico. L’abbiamo interpellato per dire la sua, non abbiamo promosso l’evento. Insomma, ci interessava come protagonista di quel tragico fatto”.

Sull’utilità di invitare un personaggio come Schettino – che a pochi mesi dal disastro per cui è indagato non ha remore a farsi fotografare abbronzato mentre abbraccia le sue ‘fans’ – sostiene: “In realtà non l’ho chiamato io ma sono stato convinto da altri suoi colleghi partecipanti al seminario, quel giorno dedicato al giornalismo investigativo, a chiamarlo per par condicio. Per permettergli insomma di dire la sua. A dire il vero, però, ho sperato fino alla fine che non si presentasse”. E poi ha precisato di aver scelto appositamente una sede che formalmente non è de La Sapienza per evitare associazioni.

In ogni caso, di questo, se ne dovrà rendere conto al Rettore, che già si è mostrato indignato e ha deferito il professore al Comitato Etico "perché ne valuti i profili, anche ai fini disciplinari", lamentando anche la mancanza di contradditorio, per esempio di "uno dei passeggeri o di chi ha avuto un parente deceduto", e definendo "patetiche" le scuse del prof. Mastronardi. Alle dichiarazioni del Rettore hanno fatto seguito quelle del ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, che su Twitter scrive: "Intervento #Schettino a seminario #Sapienza fatto sconcertante, università siano luoghi del sapere non della spettacolarizzazione". Certo, per lo stesso motivo, quello della spettacolarizzazione, anche il buffet che ha scatenato non poche polemiche durante il sopralluogo, si sarebbe potuto evitare. O comunque parimenti criticare.

Si tratta, dunque, di una notizia un po’ gonfiata, raccontata male – volutamente o meno, a noi non è dato saperlo. Non che invitare Schettino, anche solo per un breve intervento, nell’ambito di un seminario, sia un’iniziativa lodevole. Anzi, tutt'altro. Ma certo, lo è ancor meno rifilare notizie parzialmente vere.

 
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