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18 Maggio 2022

Pubblicato il

"Arrivati alla frutta"

Luca Barbareschi spiega la scelta della vendita del teatro Eliseo a Roma

di Redazione
"Caro ministro Franceschini, se vogliamo risanare il teatro italiano diamo a tutti le stesse possibilità"
luca barbareschi al teatro eliseo
Luca Barbareschi al teatro Eliseo
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“Volevo commentare velocemente le notizie uscite sui giornali, le chiacchiere inutili. La vendita dell’Eliseo e la parte immobiliare, cioè gli immobili, sono di proprietà di una mia società che ha vari immobili, compreso quello dell’Eliseo, altri uffici, altri studi a Parigi, a Londra, in altre città del mondo, a New York. L’immobiliare non ha nulla a che vedere col gestionale”. Così in un video postato su Facebook Luca Barbareschi commenta la scelta della vendita del Teatro Eliseo. La scorsa settimana il teatro è stato messo in vendita alla cifra di 24 milioni di euro sul sito della Engel&Volkers.

“Per quel che riguarda la gestione dell’Eliseo – spiega Barbareschi – vi prego di guardare con attenzione le tabelle che ho messo, perché anche un cretino in malafede, anche un cretino fintamente appartenente a un partito piuttosto che a un altro, può capire che siamo l’unico teatro in Italia che ha avuto una cifra ridicola. I casi sono due: o gli altri rubano, o noi siamo sotto sovvenzionati.

Barbareschi: “Al teatro Eliseo licenziati tutti”

A risposta di chi dice ‘andate a lavorare’, vorrei dire che da noi lavora molta gente, forse molti di più di quelli che chiacchierano inutilmente in Internet, perché da noi lavorano operai, tecnici, maschere, addetti alle produzioni. Decine e decine e decine di persone. Lo stato dell’arte è questo: sono stati licenziati tutti dall’Eliseo a fine dicembre, perché senza i dovuti compensi e le dovute integrazioni economiche, come le ha dalla Scala al Teatro Massimo, dove la signora Emma Dante ha la possibilità di lavorare, hanno delle sovvenzioni che sono cinque, sei, sette, dieci volte le nostre”.

Barbareschi: “A noi sovvenzioni ridicole, unici in Italia”

“L’Eliseo nasce come teatro pubblico-privato. Prima dell’arrivo di Barbareschi, che ha salvato l’Eliseo, prendeva tre milioni all’anno fra Comune, Provincia e Regione. Appena sono arrivato io hanno tolto i fondi, chissà perché. Io so perché: non appartengo al solito circolo della merenda di quelli che si fanno dare i fondi. Poi – così ancora Barbareschi su Facebook – ho avuto una fortuna, così lo spieghiamo: una legge fatta ad hoc dal Presidente Napolitano, dal primo ministro Gentiloni, dal ministro Padoan, per fortuna tutti di sinistra, perché altrimenti avrebbero detto che io ero, non so, la nuova P2, P3, P4, chissà cosa avevo combinato.

Una legge voluta dallo Stato per aiutare l’Eliseo a sopravvivere”. Ancora: “Purtroppo, siccome la madre dei cretini è sempre incinta, qualcuno ha pensato bene di revocare questa legge che poteva essere prolungata per gli anni a venire, dando all’Eliseo la possibilità di continuare ad avere non tantissimo, ma quel minimo sindacale che permetterebbe all’Eliseo di vivere.

Barbareschi: “Noi non svendiamo i biglietti”

Perché se l’Eliseo è l’ultimo nella storia di tutti i teatri italiani, è uno dei primi per prodotti, non a caso abbiamo avuto un ristoro di oltre 700mila euro per la straordinaria qualità di quello che facciamo, per l’affluenza di pubblico superiore a tutti gli altri e per la media di biglietto, perché noi non svendiamo i biglietti, li diamo a un prezzo giusto – una media di 20 euro come è giusto che sia per uno spettacolo dal vivo. Mentre molti teatri anche nazionali- conclude- svendono i biglietti a 4, 3 euro, li regalano, tanto non gliene frega niente, perché quando tu hai 20 milioni all’anno, 15 milioni all’anno il biglietto è ininfluente”. 

Barbareschi al ministro Franceschini: “Diamo a tutti le stesse possibilità”

“Caro ministro Franceschini, cari tutti, se vogliamo risanare il teatro italiano facciamo un anno zero: diamo a tutti le stesse possibilità, a tutti i Tric, Regione per Regione, però in maniera uguale”. Così in un video su Facebook Luca Barbareschi, a proposito della crisi e della vendita del teatro Eliseo. “Perché per esempio questo è uno stabile privato- aggiunge- ma è anche un luogo privato, per cui se si rompe un bagno, una finestra, il riscaldamento, il raffreddamento o l’aria condizionata all’Argentina, li paga il Comune extra, e così al Piccolo.

“Manutenzione ordinaria e straordinaria paghiamo noi”

Da noi dobbiamo pagarle noi la manutenzione ordinaria e straordinaria, e questo incide per un altro mezzo milione di euro all’anno, perché purtroppo adesso dovremmo rifare tutti gli impianti che non sono più a norma come una volta. Sono stufo di sentire dire cazzate da molti colleghi che si nascondono dietro un dito per mantenere le loro rendite di posizione, perché l’Eliseo non è un luogo politico, e lo diciamo una volta per tutte. L’Eliseo ha un direttore artistico che non è di nomina politica, mentre tutti i miei colleghi sono di nomina politica.

Allora, sto tentando di fare un teatro dove si fa politica, ma attraverso i prodotti, nel senso di polis, si restituisce alla città qualità, intelligenza, spettacoli, eventi culturali”. E ancora: “So che l’attuale assessore alla Cultura del Comune di Roma, il professor Miguel Gotor, con cui mi sono visto vuole darci una mano, e io gli sono grato, così’ anche Zingaretti, il presidente della Regione, e così mi conferma al telefono più di una volta il ministro Franceschini.

Barbareschi: “Siamo arrivati alla frutta”

Ma noi siamo arrivati alla frutta. Stamattina è arrivata una lettera del ministero che ci chiede di restituire i soldi degli anni passati perché non abbiamo fatto attività. L’Eliseo è stato chiuso come quasi tutti i teatri. Il teatro non sta funzionando perché non si può andare. Durante il lockdown tantomeno – così ancora Barbareschi – abbiamo dovuto interrompere gli spettacoli con dei danni economici straordinari”. (Dire)

 

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