Marc Marquez ha rimesso le cose in chiaro, e lo fa con fatti concreti. A Lusail, nella notte del Qatar, ha cucito un weekend impeccabile su misura: pole, successo nella Sprint, vittoria nella gara lunga e vetta del Mondiale. Come se la caduta di Austin fosse stata solo un dettaglio scomodo da dimenticare in fretta. L’ha fatto a modo suo, prendendosi tutto, senza sbagliare nulla. La Ducati Desmosedici sembra già un’estensione del suo corpo, e il Marquez che si è rivisto oggi ricorda da vicino quello che dominava le stagioni passate. Ma con qualcosa in più: la pazienza.
MotoGP, la Sprint Race
Nella Sprint del sabato, come accaduto nei tre round precedenti, è stato ancora il numero 93 a dettare il ritmo. Pole position, partenza perfetta, controllo assoluto. Undici giri vissuti con una calma e un controllo che hanno dell’incredibile. La partenza ha detto subito tutto: i due fratelli Marquez si sono presi la scena già alla prima curva. Marc davanti, Alex subito dietro. Un attacco nel secondo giro ha illuso per un attimo che potesse cambiare qualcosa, ma la risposta del maggiore è stata chirurgica. Incrocio di traiettorie pulito, efficace, e da lì in avanti solo gestione. Alex ha provato a tenere il ritmo, ma a cinque giri dalla fine ha dovuto mollare il colpo. Nessun errore, semplicemente il limite del pacchetto e di un fratello che oggi sembra avere qualcosa in più.
Dietro i due Marquez, Franco Morbidelli ha confermato di essere il miglior interprete della VR46 in questa fase di stagione. Partito bene, ha mantenuto il terzo posto con intelligenza, senza forzare troppo nei primi giri e amministrando il vantaggio nelle fasi finali. È il secondo podio consecutivo per lui nella Sprint, segno che il feeling con la Ducati è ormai pienamente maturato. La fiducia si nota anche nei dettagli: nessuna sbavatura, nessuna esitazione. Ha dovuto guardarsi le spalle, però, perchè Fermin Aldeguer e Fabio Quartararo non gli hanno reso la vita facile. Soprattutto il francese della Yamaha, autore di una delle migliori prove stagionali, ha dato segnali importanti per un team che sta ancora cercando la direzione giusta.
Se da un lato Marquez continua a costruire, dall’altro Pecco Bagnaia è costretto a inseguire. La qualifica non era andata bene – undicesima casella in griglia – e anche la partenza non è stata quella delle migliori. Dopo tre giri era dodicesimo, con Jorge Martin, finalmente rientrato, appena davanti e il gruppo che già iniziava a sgranarsi. Non si è disunito, però. Ha trovato ritmo nella seconda metà di gara e ha approfittato di qualche duello davanti per risalire fino all’ottavo posto. Un piazzamento che salva il salvabile, ma che gli costa altri punti pesanti in classifica. Ora il distacco da Marquez è salito a 21 punti. Tanti, soprattutto in un campionato dove l’errore non è più concesso.
MotoGP, la gara lunga
La gara di domenica comincia con una sorpresa: dopo il via, al secondo punto di staccata, Marc ha rallentato improvvisamente, lasciando il comando a Franco Morbidelli e venendo anche tamponato dal fratello Alex. Un piccolo incidente che ha compromesso la corsa di entrambi: Alex chiuderà sesto, Marc invece ha evitato di farsi prendere dalla foga. Il passo era lì, la lucidità pure.
Nel frattempo, davanti, Morbidelli spingeva forte. Ha guidato la gara per oltre dieci giri, costruendo un piccolo margine. Sembrava potesse scappar via, ma lo sguardo di Marquez restava fisso, calcolatore. Alle sue spalle, Pecco risaliva con costanza dopo una qualifica complicata, mentre Maverick Vinales si metteva in scia, deciso a prendersi la sua occasione.
Il primo colpo lo ha sferrato Vinales, superando Morbidelli a 12 tornate dal termine. Un giro dopo, anche Marquez ha infilato il pilota VR46, chiudendo un sorpasso chirurgico alla staccata della curva 1. Da quel momento è iniziato un duello tutto spagnolo per la vittoria, con Bagnaia leggermente più staccato e incapace di ricucire.
La sfida si è risolta a sei giri dalla fine. Vinales ha commesso un’imprecisione in frenata, aprendo una porta che Marquez non si è fatto pregare per attraversare. Da lì in avanti, è stata solo gestione. Nessuna sbavatura, solo un ritmo martellante che ha annichilito chiunque pensasse di potergli mettere pressione. Terzo trionfo stagionale su quattro per uno che, si è capito, vuole tutto.
GP Qatar, la penalità per Viñales regala il podio a due italiani
Sembrava il giorno della rinascita anche per Maverick Vinales, salito sul secondo gradino del podio con la KTM del team Tech3. Ma nel dopogara è arrivata la doccia fredda: penalità di 16 secondi per irregolarità nella pressione degli pneumatici. Un dettaglio tecnico, ma pesante, che lo ha retrocesso in quattordicesima posizione. È un errore che costa caro, e che fa emergere la necessità, per KTM, di lavorare anche sugli aspetti meno visibili della prestazione.
Chi ne approfitta è Pecco Bagnaia, che eredita la seconda posizione. Non era un weekend brillante, ma il campione in carica ha saputo capitalizzare il massimo da una giornata iniziata in salita. Un risultato prezioso, che lo mantiene in corsa per il titolo.
Sul terzo gradino sale Franco Morbidelli, finalmente convincente e concreto. Dopo un avvio brillante, ha ceduto posizioni senza però perdere lucidità. Il suo è stato un passo onesto, coerente con quanto mostrato nelle libere, e soprattutto molto solido nei momenti caldi della gara. Secondo podio stagionale, in una stagione in cui sta costruendo fiducia e risultati. La VR46 può sorridere.
Le condizioni di Jorge Martin
Appena giù dal podio, Johann Zarco firma una delle sue gare migliori da quando è in LCR Honda. È quarto al traguardo dopo aver battagliato a lungo con Fermín Aldeguer, quinto, sempre più convincente sulla Ducati Gresini. Segnali importanti anche da Fabio Quartararo, settimo, che strappa punti importanti con una Yamaha ancora troppo altalenante.
Alle loro spalle, si fa notare Pedro Acosta, ottavo, sempre spettacolare nel corpo a corpo. Chiudono la top ten Marco Bezzecchi, al debutto con Aprilia, e Luca Marini con una Honda meno impresentabile del solito.
Continua il calvario di Jorge Martin. Al debutto stagionale con Aprilia dopo i due interventi chirurgici che lo avevano costretto a saltare i primi tre appuntamenti del 2025, il campione del mondo è caduto di nuovo, stavolta nel finale. È stato trasportato al centro medico del circuito con dolori a petto e braccia: una ricaduta fisica e mentale che rischia di compromettere anche il prossimo weekend. Gli esami, poi, non hanno lasciato spazio ad interpretazioni, evidenziando “uno pneumotorace con minima soffusione pleurica – necessari drenaggi, ndr -, 8 fratture degli archi costali posteriori e ulteriori 3 fratture costali a carico degli archi laterali”. Lo spagnolo riporta Sky Sport, resterà in osservazione in ospedale fino alla risoluzione dello pneumotorace.