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03 Luglio 2022

Pubblicato il

Omicidio Pamela Mastropietro: “La mafia nigeriana ha invaso l’Italia”

di Redazione
Prof. Meluzzi: "Il cannibalismo rituale che la mafia nigeriana pratica abitualmente non è l'eccezione ma è la regola"

Il professor Alessandro Meluzzi,  psichiatra e psicoterapeuta, popolare per i suoi interventi televisivi a commento di casi di cronaca anche molto drammatici è stato intervistato da Francesco Vergovich durante la trasmissione “Un giorno speciale”, su Radio Radio. L’occasione dell’intervista riguarda il terribile omicidio di Macerata, quello che ha coinvolto una giovane ragazza romana, Pamela Mastropietro.

Si sono aggiunte altre raccapriccianti rivelazioni, frasi frutto di conversazioni che sono state registrate dagli acquirenti, pronunciate dalle persone che sono state accusate e che adesso si trovano in carcere. Lei credo sia stato il primo a parlare di “mafia nigeriana”. Può riassumere la situazione?

È triste e anche un po’ ridicolo dire che l’avevamo detto. Questa è una realtà che era facile intuire. Intanto per la pratica della Mafia Nigeriana, parliamo delle tecniche Voodoo. Il cannibalismo rituale nella cultura Voodoo che la Mafia Nigeriana pratica abitualmente non è l’eccezione ma è la regola. Anche per terrorizzare quelle povere ragazze minorenni, che sono costrette a fare le prostitute in Italia, anche nel traffico di organi, nel controllo dello spaccio al minuto, di droghe pesanti, di cui ormai la Mafia Nigeriana sta assumendo il pieno controllo in tutta Italia. Dunque tuttto questo non mi stupisce affatto. E per quanto ho espresso, sono stato coperto di insulti, accusato di razzismo o di delirio. È tragico dirlo, ma fa parte di una cultura del nostro politically correct. Qui non si vuole vedere la realtà, neanche quando è davanti i nostri occhi. Questo è un feroce, terribile, traffico criminale che continua ad arrivare a flussi di 10 mila persone ogni settimana, e che per il 90% viene dalla Nigeria. Non c’è solo un problema di ordine pubblico, ma anche di sicureza nazionale. E nessuno sembra occuparsene. Questo è ciò che più mi atterrisce.

Se ci dice che una percentuale così alta di migranti che arrivano in Italia è composta da nigeriani, quanti di loro hanno queste abitudini disumane?

Vi invito a fare un viaggio a Lagos o Benin City, città che io conosco. Vedrete che se vogliono rubare un orologio, non tenteranno di sfilarvelo, ma vi taglieranno direttamente il braccio con un machete. Lo stesso concetto di integrità fisica ha un significato radicalmente diverso da quello che noi abbiamo ereditato dalla nostra cultura. Noi stiamo esportando la dinamite, senza sapere che forza abbia. Questo è il vero grande problema in nome di un buonismo e degli interessi, che si mescolano in modo vergognoso. Bisogna che qualcuno dica la verità. Il corpo di Pamela lo grida in maniera assoultamente insesorabile. L’hanno fatta pasare per una morte di overdose, come se fosse una qualsiasi piccola tossica, per far dimenticare il problema.

Come sono andate secondo lei le cose riguardo a Pamela?

Ci sono anche delle indagini difensive in corso che io conosco, perché me ne ha parlato lo zio, che è anche avvocato della famiglia. C’è a Macerata una densità di criminalità altissima: controllo della prostituzione, dello spaccio, e l’abuso sessuale si mescolano continuamente. Quindi la povera ragazza è stata trascinata in quell’appartamento, è stata violentata, uccisa e il suo corpo è stato smembrato e probabilmente in parte anche cannibalizzato. E’ terribile ma non è così inconseuto in quegli ambienti.

E allora potrebbero accadere altri crimini come quello di Pamela. E le intercettazioni in carcere dei tre parlano chiaro. Ce lo confermano. Per quale motivo, secondo lei, era stato detto anche che forse non c’entravano con l’omicidio?

Ho celebrato la messa ortodossa di Pamela, in collegamento con lo zio e con la madre, e ho visto con grande vergogna che nessuno nella Chiesa Cattolica aveva fatto nulla a Macerata. Neppure celebrare una messa di suffragio di fronte a quel povero corpo ancora conservato in un frigorifero. Il vescovo locale aveva detto alla famiglia che quello “era un momento di silenzio”. È  il momento di gridare allo scandalo per quello che sta accadendo in Italia. Tutti devono essere consapevoli. E nessuno sarà risparmiato se questo cancro dilagherà. A Macerata c’è una presenza clamorosa di nigeriani. Anche per interessi economici. E’ difficile combattere questa battaglia ma è un problema drammaticamente urgente che dobbiamo risolvere.

 

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