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28 Novembre 2020

Pubblicato il

Operazione anticamorra contro clan La Torre

di Redazione

La Polizia di Frosinone ha arrestato 18 persone, tra i quali anche una donna legata a Vallanzasca

La Polizia di Stato di Frosinone, unitamente alla Squadra Mobile di Caserta e di Latina, ha eseguito 18 provvedimenti restrittivi nei confronti di affiliati al gruppo camorristico Perfetto (da cui il nome dell'operazione, "Sistema Perfetto"), diretta espressione del clan La Torre, ritenuti responsabili di associazione a delinquere di stampo mafioso nonché usura ed estorsione, nelle province di Caserta, Latina, Milano, Napoli e Terni e ha sequestrato 5 società, bar, ristoranti, beni mobili e immobili degli indagati per un valore di milioni di euro.

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Le indagini sono partite nel 2011 dal commissariato di Cassino a seguito di episodi di usura ed estorsione a danno di alcuni imprenditori operanti tra Cassino e il basso Lazio. Intimiditi dagli atteggiamenti mafiosi dei camorristi, nessun imprenditore ha voluto collaborare con la Polizia, che ha dovuto avviare una riservatissima attività investigativa durata oltre due anni.

Il gruppo approfittava dello stato di bisogno delle vittime concedendo prestiti, e poi pretendeva oltre alla restituzione del capitale ingenti maggiorazioni, ottenendole grazie alla forte intimidazione esercitata ricorrendo a concrete minacce che andavano dalla sottrazione dei beni e cessione dell'attività fino ad arrivare a quelle di morte.

Le indagini si sono allargate a macchia d'olio consentendo di arrivare nell'agro di Mondragone, militarmente controllato dal clan Perfetto, dove la Polizia ha individuato il capo, il luogotenente, coordinatore del braccio armato, nonché i mediatori, il cassiere e i gregari.

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Tra le persone arrestate anche una donna residente a Milano, legata sentimentalmente a Renato Vallanzasca, noto esponente della criminalità a partire dagli Anni 70, più volte condannato per gravi reati. La donna, secondo le risultanze investigative, e' apparsa strettamente legata ai vertici del clan mondragonese come anche ad alcuni esponenti del clan Esposito, radicato nel territorio di Sessa Aurunca.

Secondo l'accusa ha avuto un ruolo di intermediazione in un'operazione di acquisizione di un hotel a Mondragone e in alcune vicende di usura. L' attività di indagine ha inoltre consentito di raccogliere elementi riguardanti il coinvolgimento di Vallanzasca che risulta aver mantenuto rapporti con gruppi criminali.
 

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