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20 Settembre 2020

Pubblicato il

Oplà, un sostegno per la famiglia, contro i rischi di internet

di Redazione

Immaginate che qualcuno suoni alla vostra porta chiedendo di poter incontrare i vostri figli. Prego, entrate pure...

Prego, entrate pure! Immaginate che qualcuno suoni alla vostra porta chiedendo di poter incontrare i vostri figli. Immaginate che questo qualcuno non corrisponda esattamente all’idea di “amico” che vi eravate creati rispetto ai vostri bambini. Immaginate anche che voi non abbiate nessuna, nessunissima idea di chi siano queste persone. Immaginate che queste persone entrino, salgano e si chiudano a chiave nella stanza con i vostri figli…

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Questo è quello che il Ministero degli Affari Sociali e della Sanità Francese, già diversi anni fa, ha cercato di comunicare con la campagna pubblicitaria contro i pericoli di internet, su bambini e ragazzi, attraverso un intelligentissimo, divertente e cinico video (https://www.youtube.com/watch?v=MkKj7cwUvzQ)

La banda di teste rasate, le donne procaci vestite di boa, il gangster, il robot, il signore dalla faccia buona che chiede di poter portare fuori la più piccina per mostrarle un vero coniglio, chi sono queste persone che sembrano avere un rapporto intimo con Arturo e la piccola Anna? E cosa sta succedendo a questa mamma? Come è possibile che non 

intervenga in nessun modo? 

Questa mamma non interviene perché è totalmente sopraffatta dagli eventi, non ha la benché minima idea di chi siano queste persone, non si è mai seduta accanto al propri figli “iniziandoli” alla navigazione, raccontandogli del bene e del male del mondo reale e del mondo virtuale. Questa mamma sfoggia il suo sorriso migliore, per non discutere, lascia che i figli si chiudano in camera e passino ore al pc senza aver in nessun modo operato un percorso di accompagnamento e controllo all’uso del web come invece farebbe per insegnare loro a guidare e come ha fatto e farà accompagnandoli alle prime feste, fornendo ore e ore di infinite raccomandazioni per poi appostarsi segretamente di vedetta.

Come è mai pensabile che un genitore possa abbandonare il proprio figlio completamente da solo nella piazza virtuale più grande del mondo, esponendolo ad approcci di ogni tipo, alla possibilità di accedere ad immagini, video di ogni genere, senza prenderlo per mano, per tutto il tempo necessario? 

Purtroppo oggi molti genitori (io compresa!), figli di un’era analogica, non posseggono gli strumenti per accompagnare i propri figli lungo questa esperienza. Necessiteremmo di un aggiornamento, di un corso accelerato, di indicazioni e consigli perché la sfida che ci pone il presente e il futuro è anche quella di essere in grado di entrare in mondi e linguaggi che prima non ci appartenevano, al fine di non ampliare le distanze tra la nostra esperienza di figli e quella dei nostri bambini e ragazzi. 

Più ci manterremo lontani dalla realtà virtuale più non saremo in grado di poter rappresentare una guida per i nostri figli rispetto al web, mondo che attraversa e attraverserà ogni giorno della loro vita, ogni attività, ogni lavoro. E nell’umiltà di sapersi riconoscere poco portati o poco adatti alla realtà virtuale sarà nostra risorsa e nostra ricchezza quella di saperci affidare a chi, lungo questa esperienza, una mano può darcela, a noi e alla nostra responsabilità di guida e esempio verso i nostri figli. Dunque forza genitori, tutti a lavoro (http://www.moige.it/c/cosa-facciamo/campagne-e-progetti-sociali-cosa-facciamo/media-education#) e oplà famiglie, a presto!


Valeria Colangelo

www.oplaperlafamiglia.it 

 
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