Roma-Parigi, il viaggio italiano nella Ville Lumière passa da Dario Fo a Tosca e l’Assaggio

Nel 2026 del gemellaggio Roma-Parigi, una serata su Dario Fo diventa occasione per vivere cultura, hotel italiani e alta cucina a Parigi
Di Francesco Vergovich
Dario Fo
Dario Fo

Roma e Parigi continuano a vivere un 2026 speciale, segnato dai 70 anni di un gemellaggio che non appartiene soltanto alla diplomazia delle grandi capitali, ma anche alla vita concreta dei viaggiatori, dei lettori, degli appassionati d’arte, teatro, cucina e cultura. Per chi parte da Roma verso la Ville Lumière, magari per un fine settimana, per lavoro o per una breve vacanza, Parigi diventa quest’anno qualcosa di più di una destinazione bellissima: è una città da attraversare cercando tracce, incontri, occasioni capaci di raccontare il legame profondo tra Italia e Francia.

Il Quotidiano del Lazio e Romait accompagneranno questo percorso durante l’anno, proponendo ai lettori appuntamenti culturali, luoghi da visitare, hotel di qualità, ristoranti da provare e indirizzi capaci di rendere più semplice e più ricca l’esperienza parigina. L’idea è offrire una guida ragionata, non fredda, costruita per chi vuole scegliere bene dove dormire, dove cenare, quale evento inserire in agenda, quale angolo della città vivere con maggiore consapevolezza. In una capitale vasta e piena di richiami come Parigi, il tempo conta: un buon suggerimento può trasformare poche ore libere in un ricordo destinato a restare.

Dario Fo a Parigi, il Nobel italiano che parla ancora al presente

Tra gli appuntamenti che meritano attenzione c’è la serata in italiano dedicata a Dario Fo presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Fo, ultimo italiano a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1997, torna idealmente al centro della scena attraverso un libro che ne racconta la vita con nuova energia, originalità e passione. A firmare questo ritratto non è uno storico né un giornalista, ma un artista che da anni porta il suo teatro sui palcoscenici italiani ed europei: Matthias Martelli, attore, drammaturgo, regista e giullare contemporaneo, interprete di un fortunatissimo Mistero Buffo in tour da anni.

Una scelta che rende il racconto particolarmente vivo. Dario Fo non viene consegnato alla memoria come una figura da museo, chiusa in una celebrazione distante, ma restituito alla sua natura più autentica: quella di un uomo di teatro capace di tenere insieme parola, corpo, satira, musica, invenzione linguistica, lotta civile e libertà popolare. La sua vita, dall’infanzia tra i fabulatori del Lago Maggiore al clamoroso Nobel, dall’unione artistica e umana con Franca Rame all’impegno politico e sociale, diventa materia teatrale prima ancora che biografica. Martelli racconta Fo come chi ne conosce il respiro scenico, la forza fisica, il gusto del paradosso, la capacità di parlare al pubblico senza abbassare mai l’intelligenza della proposta.

Matthias Martelli e il “giullare ribelle” da riportare in vita

Matthias Martelli, nato a Urbino nel 1986, appartiene a una generazione che ha scelto di non considerare il teatro civile come un reperto del Novecento. Con Il Mercante di Monologhi ha superato le 300 repliche e ottenuto riconoscimenti nazionali; con Mistero Buffo di Dario Fo, diretto da Eugenio Allegri, ha calcato palcoscenici italiani e internazionali. Ha scritto e interpretato spettacoli per importanti Teatri Stabili, da Raffaello il figlio del vento a Dante fra le fiamme e le stelle, da FRED! con la regia di Arturo Brachetti a Eretici, il fuoco degli spiriti liberi. La sua attività lo porta ogni anno in teatri e piazze, con una presenza continua, fisica, concreta, lontana dall’idea di una cultura chiusa in circuito ristretto.

Proprio per questo la serata parigina dedicata a Fo assume un valore particolare nell’anno del gemellaggio. Dario Fo è stato un artista italiano profondamente europeo, capace di parlare a pubblici diversi senza perdere il legame con le radici popolari della sua arte. La sua lezione resta attuale perché mette insieme comicità e pensiero, leggerezza e indignazione, festa e denuncia. In un tempo in cui il linguaggio pubblico spesso si irrigidisce o si impoverisce, tornare a Fo significa ritrovare una voce scomoda, gioiosa, colta, irriverente, necessaria. Significa ricordare che il teatro può ancora essere una forma di conoscenza, una scossa dell’intelligenza, un modo per guardare il potere, la società e le contraddizioni del presente senza timore.

Per i romani e gli italiani che saranno a Parigi, questa presentazione è dunque molto più di un appuntamento letterario. È una tappa culturale che permette di portare con sé un pezzo importante dell’identità italiana e di incontrarlo nel cuore della capitale francese, in una città che da sempre ama gli artisti capaci di oltrepassare i confini nazionali. Nel 2026 del gemellaggio, la figura di Fo diventa un ponte ideale: tra teatro e letteratura, tra Italia e Francia, tra memoria e presente, tra il sorriso e la coscienza civile.

Dove soggiornare e cenare: due indirizzi italiani nel cuore di Parigi

Accanto agli appuntamenti culturali, il viaggio ha bisogno di luoghi giusti. Dormire bene, cenare in un ristorante all’altezza, scegliere un hotel con personalità e servizio accurato può cambiare il senso di una permanenza, soprattutto quando il tempo è breve. Per chi cerca a Parigi strutture di qualità, con proprietà italiana, stile italiano e spirito francese, due indirizzi meritano particolare attenzione: l’Hotel Splendide Royal Paris e l’Hotel Castille Paris. Entrambi interpretano un’idea di ospitalità elegante, discreta, adatta a chi desidera sentirsi accolto con cura senza rinunciare al carattere della Ville Lumière.

Ristorante Tosca

Lo Splendide Royal Paris è un indirizzo raffinato, intimo, pensato per chi ama un’accoglienza di alto livello e un’atmosfera raccolta. È uno di quei luoghi che non cercano l’effetto vistoso, ma lavorano sulla qualità dei dettagli, sulla misura, sulla sensazione di trovarsi in una residenza elegante più che in un grande albergo impersonale. La sua identità italiana emerge con naturalezza, anche attraverso il ristorante Tosca, tavola gastronomica dall’animo mediterraneo e dalla cornice parigina.

Qui la cucina italiana viene interpretata con eleganza contemporanea, grazie a un lavoro attento sugli ingredienti, sulle stagioni e sull’equilibrio dei sapori. Per un viaggiatore romano, Tosca può diventare una tappa ideale: un luogo in cui riconoscere il gusto di casa dentro un contesto internazionale, sofisticato e profondamente parigino.

L’Hotel Castille Paris, a sua volta, offre un’altra declinazione affascinante dell’incontro tra Italia e Francia. La sua posizione, il suo stile e la sua atmosfera lo rendono una scelta molto interessante per chi desidera vivere Parigi con comodità, eleganza e un buon rapporto tra qualità dell’esperienza e valore complessivo del soggiorno.

Ristorante l’Assaggio

Anche qui la ristorazione è parte essenziale dell’identità della casa: il ristorante L’Assaggio porta nel cuore di Parigi una cucina italiana curata, accogliente, capace di unire raffinatezza e piacere. Il nome stesso suggerisce un percorso fatto di sapori, equilibrio, memoria e scoperta. Dopo una giornata tra appuntamenti culturali, musei, incontri e passeggiate, sedersi a tavola in un ristorante italiano di qualità può diventare il modo migliore per chiudere la giornata senza uscire dal racconto del viaggio.

Un itinerario italiano nella capitale francese

La forza di Parigi, soprattutto in un anno come questo, sta anche nella possibilità di costruire itinerari personali. Si può arrivare per una riunione e ritagliarsi una serata all’Istituto Italiano di Cultura; si può partire per un weekend e scegliere di dedicare qualche ora a Dario Fo, poi proseguire con una cena da Tosca o da L’Assaggio; si può vivere la città non soltanto attraverso i suoi monumenti più celebri, ma attraverso quei luoghi in cui l’Italia dialoga con la Francia in modo concreto, elegante e vivo.

Il gemellaggio tra Roma e Parigi diventa così un invito a viaggiare meglio. Non basta attraversare una città, bisogna leggerla. Non basta prenotare un hotel, bisogna capire quale esperienza può offrire. Non basta scegliere un ristorante, bisogna chiedersi quale storia racconti. E non basta partecipare a un evento culturale, bisogna coglierne il valore nel momento in cui accade.

La serata dedicata a Dario Fo, insieme a indirizzi come Splendide Royal, Tosca, Castille Paris e L’Assaggio, compone un piccolo itinerario ideale per i lettori romani e italiani: cultura, ospitalità, cucina, memoria, piacere del viaggio. Nell’anno in cui Roma e Parigi celebrano 70 anni di legame, questi percorsi aiutano a sentire più vicino lo spirito del gemellaggio. Perché le città non si uniscono soltanto con le cerimonie, ma con le persone che le attraversano, con gli artisti che le raccontano, con le tavole che accolgono, con i luoghi che trasformano una permanenza in un’esperienza da ricordare.

 
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Cultura

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