La giornata storica per il tennis italiano si conclude con due vittorie e una sconfitta nelle semifinali, tra singolare maschile (dopo 65 anni due italiani in semi) e doppio femminile.
Sinner batte Djokovic: prima finale a Parigi
Jannik Sinner, dopo lo scalpo dell’anno scorso in Australia, batte ancora Novak Djokovic in uno slam e va per la prima volta in carriera in finale a Parigi. Erano 49 anni che un azzurro non arrivava all’ultimo atto del Roland Garros (nel ’76, quando vinse Adriano Panatta). È la quarta vittoria consecutiva sul serbo, ma nonostante non abbia concesso set non è stata una passeggiata.
Nel primo set Sinner, nonostante un inizio non scintillante con dritto e servizio (solo il 43% di prime in campo), è solido da fondo, viene a rete bene e non fa vedere al serbo nemmeno l’ombra di una palla break, lasciandogli solo 3 punti in risposta in tutto il set. Nel quinto game Sinner è chirurgico sfruttando una palla break concessagli dal 24 volte campione slam. Nel settimo game ha altre due palle break che però vengono annullate e nel gioco seguente va sotto 0-30. Da quel momento in poi non sbaglia più niente e incamera il primo set per 6-4 dopo 48 minuti.
Così come nei quarti contro Zverev, dopo aver perso il primo set Djokovic cresce, al servizio e da fondo, variando il gioco in maniera più efficace. Così il primo turno di battuta dell’italiano si rivela il più complicato e va per la prima volta ai vantaggi, ma dopo ben 8 minuti di game (e uno scambio tra i più belli dell’intero torneo) Sinner non trema e impatta. Novak concede ancora palle break nel quinto game, ma è nel settimo che Sinner scava un solco, facendo muovere l’avversario senza sosta e costringendolo all’errore.
Al momento di chiudere il set la prima non entra, Djokovic in risposta è magistrale e arrivano le prime due palle break. Sinner annulla bene la prima ma sulla seconda mette a rete il dritto e torna tutto in equilibrio. Nel turno di servizio successivo sotto 40-15 porta Djokovic ai vantaggi e alla seconda palla break va a segno con uno schiaffo al volo di dritto. Sul 6-5 30-30 viene fuori il campione, che con il servizio chiude il set: 2 ace (di cui uno di seconda), altra prima pesante e Djokovic non può rispondere in campo. Dopo un’ora e 58 Sinner avanti due set a zero.
Nel terzo set, dopo un medical time-out per Djokovic, si procede on serve con Sinner che rischia di subire il break nel quarto game. Subito dopo è Djokovic ad annullare due palle break. Ma sul 5-4 Djokovic il serbo ottiene tre set point che Sinner riesce ad annullare con lo schiaffo al volo e la prima di servizio. Arrivati al tie break, sono troppi gli errori dell’ex numero 1 del mondo che sbaglia di rovescio, uno smash clamoroso e due dritti da fondo. Al secondo match point Sinner può alzare le braccia al cielo: score finale 64 75 76 (3) in 3h16’.
Alcaraz rimonta Musetti: sarà la finale più attesa
Il tennista altoatesino affronterà nella finale di domenica Carlos Alcaraz, che nel pomeriggio ha avuto la meglio su Lorenzo Musetti dopo poco più di tre set giocati. Score finale 46 76 (3) 60 21 e ritiro, dopo 2 ore e 25 minuti di gioco.
Dopo le sconfitte patite nella finale di Montecarlo e nella semifinale di Roma, Musetti rende ancora di più partita dura allo spagnolo. Nel primo set il numero 8 del mondo deve annullare una palla break nel primo e nel settimo game, ma tiene la battuta con un servizio molto efficace e con un gioco da fondo che non dà ritmo ad Alcaraz. Così appena si presenta un’occasione, nel nono game, il break point è anche set point e Musetti non si fa perdonare, rubo il servizio a 15 e si porta un set a zero. Nel secondo Alcaraz limita di molto gli alti e bassi e la partita si fa molto più intensa, ma Musetti è ancora pienamente nel match, soprattutto a livello mentale. Il carrarino infatti perde il servizio ma mette a segno l’immediato contro break in ben due occasioni, in particolare sul 6-5 Alcaraz e servizio, portando al tie break il campione in carica del Roland Garros. Lì però è un dominio dello spagnolo, che si porta 6-1 e poi chiude al terzo set point: dopo quasi due ore è un set pari.
Il tie break è il turning point della partita, perché da quel momento in poi Alcaraz è nella bolla fatta di un tennis celestiale, dall’altro lato del campo Musetti comincia ad accusare problemi fisici che si evidenziano sul finire del terzo set, dominato da Alcaraz: un bagel in 24 minuti con soli 5 punti messi a segno in tutto il set. Nel quarto set la capitolazione: Musetti perde subito il servizio e va stringere la mano al rivale col dolore alla gamba sinistra diventato insostenibile. Alcaraz potrà bissare il titolo conquistato nel 2024, per Musetti la chiusura un po’ dolorosa di una stagione sul rosso però di assoluto valore, mettendo in mostra il tennis migliore della carriera con la classifica che è lì a testimoniarlo. Da lunedì prossimo sarà numero 6 al mondo, ritoccando ancora una volta il suo best ranking.
Errani-Paolini in finale nel doppio femminile
La giornata azzurra a Parigi viene completata dalla vittoria in semifinale di Jasmine Paolini e Sara Errani nel doppio femminile. Le azzurre, campionesse olimpiche a Parigi, battono la ormai storica coppia rivale formata dalle russe Mirra Andreeva e Diana Shnaider. Storica perché è il quarto successo su 5 sfide solo nell’ultimo anno. Dopo la finale olimpica dello scorso anno, le semifinali a Doha e agli Internazionali, Sara e Jasmine vincono con un netto 6-0 6-1. È la prima “vendetta” slam per le azzurre, sconfitte dalle russe solo agli Australian Open, ed è proprio la caccia al 1° slam quella che ora vedrà la coppia italiana affrontare la coppia formata dalla kazaka Anna Danilina e dalla serba Aleksandra Krunic.