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05 Dicembre 2021

Pubblicato il

Viterbo Civica: “Discarica Monterrazzano esaurita?”

di Redazione
Viterbo Civica e il consigliere De Dominicis si sono recati presso la discarica di Monterazzano

Oggi 29/01/2014, l’associazione Viterbo Civica accompagnata dal consigliere De Dominicis si è recata presso la discarica di Monterazzano. Praticamente nella “famosa e misteriosa area 51”. Temevamo di essere accolti come degli intrusi, convinti che in certi posti non è gradita la presenza di occhi indiscreti, invece abbiamo trovato del personale cordiale e disponibile, che ci ha fornito i dati della discarica e tutte le spiegazioni che abbiamo richiesto. Ci siamo resi conto che i fatti sono diametralmente opposti alle chiacchiere che si rincorrono, proprio perché tutti ascoltano voci di corridoio senza recarsi sul posto come abbiamo fatto noi di Viterbo Civica, in compagnia del consigliere del movimento cinque stelle De Dominicis, e come ha fatto la consigliera Frontini nei giorni scorsi.

Non avendo potuto registrare e non essendo ferrati in materia, cerchiamo di fare un resoconto il più possibile esauriente di quello che abbiamo compreso.
La discarica di Monterazzano è composta da quattro lotti, il primo lotto è andato in esaurimento nel corso degli anni (cioè dall’apertura della discarica a oggi). Ne rimangono tre ancora da saturare, in più c’è da riempire anche il canalone che passa tra i quattro lotti.

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Prima dell’avvento della raccolta differenziata, la discarica riceveva circa mille metri cubi d’immondizia al giorno, in questo periodo questo numero si aggira sui 320 metri cubi al giorno. Se si considera che ci sono da riempire ancora tre lotti e un canalone (che da solo contiene oltre un milione di metri
cubi) si stima che la discarica possa avere tranquillamente un minimo di venti anni di attività.
All’interno della discarica non abbiamo rilevato alcun odore particolare, abbiamo contato almeno quattro autocisterne che portavano via il percolato verso gli impianti di bonifica di Civita Castellana e di Chiusi. Abbiamo notato che gli invasi sono ricoperti da un grosso strato di argilla e sopra sono messi altri tre strati di PVC da 2.5 millimetri saldati tra loro. Ogni strato di PVC è garantito cinquanta anni, all’esposizione di acidi e veleni vari che una discarica può produrre. Inoltre ci è anche stato assicurato che la società deve monitorare, e nel caso intervenire, per ulteriori trenta anni; in pratica il tempo necessario per far si che il rifiuto si trasformi in laterizio.

Inoltre nella discarica c’è una fittissima rete di tubi che coinvolge il gas della decomposizione in un motore, che trasforma il gas in energia elettrica, attualmente la discarica di Monterazzano produce 2.600 KW l’ora.

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Dopo la visita alla discarica ci siamo diretti verso il centro di trattamenti rifiuti di Casale Bussi. Abbiamo verificato che attualmente conferiscono nel sito circa quattro mezzi provenienti da Rieti, poi tutti i mezzi della Viterbo Ambiente e quelli che servono la provincia di Viterbo. Non abbiamo visto alcun mezzo provenire da altre province e la cosa ci è stata garantita dal responsabile. Abbiamo visitato il centro, dove ci siamo accertati che un rifiuto al suo ingresso è diviso, trattato e bonificato. Solo il 30% dei rifiuti in entrata è portato in discarica perché non riciclabile. I responsabili dell’impianto ci hanno confermato che i rifiuti di Roma sono trattati come tutti gli altri, ma dopo il trattamento ritornano verso la capitale. Loro hanno una soglia annua che non possono oltrepassare.

A conclusione di questa nostra passeggiata tra i rifiuti, siamo arrivati alla conclusione, che alla nostra provincia non serve nessun inceneritore. Martedì scorso in consiglio comunale è stata paventata l’ipotesi della realizzazione di un termovalorizzatore. Per tutto quello che abbiamo visto Viterbo non necessita per niente di un simile ecomostro (che tra pochi anni sarà pure messo a bando dall’unione europea). Quindi a che pro costruire una mostruosità del genere? Forse serve a fare “l’ennesimo favore” a Roma? Forse ci sono altri interessi in gioco che la cittadinanza non deve sapere e si preferisce far credere che esiste un problema immondizia per spingere la costruzione di un inceneritore?

Uscendo da Casale Bussi ci siamo recati in direzione di Bagnaia, sullo svincolo della superstrada abbiamo assistito a uno spettacolo da terzo mondo.
Nelle foto potete vedere con i vostri occhi l’attuale condizione di questa isola di prossimità. Da notare, oltre i rifiuti, il fango a terra. Un residente del posto ci ha assicurato che lì abitano circa trenta famiglie, non è possibile che solo trenta famiglie possano creare una situazione simile. Di chi è la colpa? Sono gli altri comuni che vengono a sversare nelle nostre isole?
Oppure questo improvviso degrado è studiato a tavolino proprio per creare le condizioni necessarie per la costruzione dell’inceneritore?

Viterbo Civica credendo di fare cosa buona, mette a disposizione la sua testimonianza, sperando che la nostra neutralità possa ritornare utile per cercare vie alternative alle drastiche soluzioni che si paventano. Ci è stato detto che con i rifiuti si possono fare anche mattoni edili, asfalti e migliaia di altre cose, ma questo per noi è ancora fantascienza, non pretendiamo di arrivare a simili utopie, al momento ci basterebbe la trasparenza delle istituzioni quando si parla della nostra salute e del futuro del nostro territorio.

 
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