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16 Luglio 2020

Pubblicato il

L’Italia che vuole male agli italiani

di Francesco Vergovich

Il racconto di un uomo che voleva lavorare

Un amico l’altro giorno mi chiama per dirmi che ha intenzione di fare pubblicità su Radio Radio e vorrebbe parlarne prima con me per un consiglio. E’ un amico e ci vado. Gianluca comincia a raccontarmi di sé, della sua attività, di come le cose vadano male per quanto il lavoro non gli manchi. La sua carrozzeria ha 70 anni di storia, prima c’era il papà, ora c’è lui e il padre 87enne con una pensione di 460 € è ancora al suo fianco a dargli una mano. Gianluca è certo che da quando ha messo in regola i suoi collaboratori si è rovinato. Non ha mai fatto i soldi con la carrozzeria ma prima viveva serenamente pagando le tasse e dando da vivere anche a quei 2, 3 aiutanti che aveva, chi giovanotto che impara un mestiere, chi invece part time ad arrotondare uno stipendio che non bastava. Non era tutto in regola ma lavorava onestamente e ci andava avanti l’Italia in questo modo. Mi dice pure che le regole del lavoro e del fisco in vigore oggi, fanno in modo che più si lavora più aumentano i debiti. I suoi dipendenti per esempio in questo periodo devono assentarsi due volte a settimana per seguire un corso sulla sicurezza sul lavoro. Quindi un’azienda già in difficoltà deve trovare i loro sostituti pagando i primi e i secondi a causa di un corso sulla sicurezza che mette insieme carrozzieri, camerieri e muratori. Possiamo immaginare l’efficacia di un corso organizzato così e che paghiamo comunque noi. Mi fa vedere le mani Gianluca, sono mani sporche e sfregiate dai rischi di un lavoro faticoso, non sono le mani di un furbo evasore. Non riusciamo più a parlare di pubblicità, l’amarezza copre gli entusiasmi. A giorni sarà costretto a licenziare un operaio e poi probabilmente toccherà agli altri due. Gianluca dice che chiuderà e se ne andrà dall’Italia. Bell’affare che fa questa Italia che tratta così gli italiani. A Valmontone, dove vivo, ci sono 4 grandi empori gestiti da cittadini cinesi. Sono i soli negozi sempre aperti, anche a Natale. Entri dentro e a venderti di tutto ci sono pure minorenni. Scommetto che nessuno gli ha mai chiesto un permesso.

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