Vuoi la tua pubblicità qui?
17 Agosto 2022

Pubblicato il

4 chiacchiere di gusto

Napoli, rione Sanità: Isabella De Cham, la regina della pizza fritta

di Simone Pacifici
Il rione Sanità tra pizza e dolci e poi la pizza fritta come non l'hai mai mangiata, by Isabella De Cham
Isabella De Cham e la sua pizza
Isabella De Cham e la sua pizza

Napule è mille culure, Napule è mille paure, Napule è a voce de’ criature…”. Ci troviamo in via Arena della Sanità a Napoli, proprio sotto il testo della celebre canzone di Pino Daniele; parte da qui la nostra estate partenopea all’insegna del buon cibo. Il Rione Sanità è il quartiere che ha dato i natali al grande Antonio de Curtis, in arte Totò. Un quartiere difficile che ha conosciuto il degrado e la povertà ma dove ogni vicolo, ogni palazzo regala cultura e storia. E oggi, anche grazie all’enogastronomia, sta ritrovando il suo antico splendore, il suo fascino capace di attirare tanti turisti. Il nostro primo incontro è con Isabella De Cham, la regina della pizza fritta!

Giovanissima, classe ’93, Isabella (napoletana verace a dispetto del cognome) dopo aver fatto esperienza nelle migliori pizzerie napoletane (Sorbillo, la Masardona, Concettina ai tre Santi) e un ulteriore perfezionamento insieme a tanto studio, ben presto decide di mettersi in proprio. Nel 2018 il primo locale, Isabella de Cham Pizza fritta, ovviamente nella sua Sanità. Seguito poi da un take away in zona Pignasecca, divenuta nel 2021 pizzeria gluten free.

Il 2021 per Isabella è stato un anno ricco di novità. Prima l’apertura della pizzeria Union ad Aversa, in collaborazione con Donna Sofia. Poi, in estate, è arrivata la ciliegina sulla torta! Le girl power, come amano definirsi Isabella e socie, sono sbarcate nientemeno che ad Ibiza, per portare la pizza fritta napoletana in Spagna! Anche quest’anno tante novità, il 19 aprile scorso la sede della Pignasecca si è trasferita anch’essa alla Sanità dove di fianco alla sede storica è nata Isabella de Cham Pizza al Forno e per la stagione estiva, oltre al ritorno ad Ibiza, Isabella è sbarcata anche nell’incantevole Capri dove ha portato la sua pizza fritta sulla terrazza dell’Hotel San Michele ad Anacapri.

Nel frattempo, oltre ai tanti premi personali, quest’anno Isabella de Cham Pizza fritta è stata inserita tra le otto friggitorie certificate dall’Associazione Verace Pizza Napoletana. Questa è Isabella de Cham, una forza della natura, un fiume in piena che non conosce ostacoli né limiti e siamo sicuri che in futuro ci riserverà altre novità!

Quanto è stato difficile aprire una pizzeria tutta tua a soli 25 anni?

Difficile non lo è stato, le cose impossibili non esistono. Certo, ci sono stati dei sacrifici da fare, mio padre è un tassista e mia madre casalinga quindi cinque anni fa non avevamo possibilità di aprire un’attività. Ma avendo una proposta economica di un imprenditore ed essendo innamorata di questo lavoro e della pizza fritta in particolare ho deciso di percorrere questa strada, e poi sono una donna e per noi donne nulla è impossibile.

A Napoli il fritto è un’istituzione, perché hai deciso di proporre un menù solo fritto? Frittatine di pasta, crocchè, pizza fritta, millefritte dolci.

Per me è stata una sfida! Come sappiamo, a Napoli, di pizzerie che offrono solo pizza fritta ce ne sono poche. Quando aprii tutti mi dicevano che se avessi proposto solo pizza fritta avrei chiuso subito, mi massacravano. Ma abbiamo creduto nel nostro progetto e siamo andate avanti tanto che, in pochissimi anni, abbiamo aperto alla Sanità, il take away nel quartiere Pignasecca, Union ad Aversa, siamo sbarcate ad Ibiza ed ora abbiamo anche la pizza al forno alla Sanità. Questo significa che qualcosa di buono lo stiamo facendo. La pizza fritta per me è un amore. Io ho sempre abitato qui e ricordo che da piccola, tutte le domeniche alle 10, scendevo in strada dove c’era una signora che faceva le pizze fritte, le compravo mentre mia mamma mi guardava dal balcone, mi faceva un sorriso poi risalivo e le mangiavamo.

La pizza fritta è sempre stata considerata di serie B e questo è stata la mia forza. Oggi sta avendo successo, una rivalutazione anche grazie a noi, come mi ha confessato un grande pizzaiolo napoletano qualche tempo fa. Quella che va per la maggiore è la pizza fritta con il polpo. Polpo appena scottato al profumo di kerner (vitigno aromatico bianco), scarola appena passata in padella, porro e dello stilton (formaggio erborinato). All’inizio ero un po’ titubante poi Imma, la collega che si occupa dei vini e della sala ed è la nostra perla, l’ha spinta talmente tanto che ha avuto un grandissimo successo.

Siete una squadra quasi tutta al femminile, le girl power. Quanto sono state importanti le tue collaboratrici per il raggiungimento di questo successo?

Perché partiamo da me che sono una donna, e quindi dopo esperienze con datori di lavoro uomini, ho voluto che la pizzeria fosse di solo donne! Per me loro sono importantissime, noi siamo in sei e stiamo sempre insieme, abbiamo anche una vita privata che spesso condividiamo. Una cena, un viaggio di piacere come un viaggio di lavoro, siamo colleghe ma prima di tutto amiche tanto che ad Ibiza siamo solo noi.

Cosa rappresenta la tua presenza in un quartiere difficile come il Rione Sanità?

Io abito in questo quartiere e lo amo, la diffidenza può esserci ovunque anche a New York! Anzi, insieme a Ciro della pasticceria Poppella ed a Ciro Oliva della pizzeria Concettina ai tre Santi, siamo riusciti a rivalutare questo quartiere; abbiamo fatto in modo che la Sanità avesse un successo in più, una nuova vita grazie ai turisti che vengono a trovarci. Chi vuole la pizza fritta, chi la pizza al forno, chi vuole i dolci passeggiando tra vicoli e palazzi che trasudano cultura, arte e storia! Perché la Sanità oggi è questo!

Dopo aver salutato e ringraziato Isabella per la disponibilità ci spostiamo di pochissimi metri, difatti al fianco del suo locale ci aspetta un altro famosissimo nome dell’enogastronomia napoletana. Un altro emozionante incontro nel cuore della Sanità.

 

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo