Vuoi la tua pubblicità qui?
23 Aprile 2021

Pubblicato il

Non ce la fanno più

Protesta ristoratori tra le lacrime: “Non siamo delinquenti ma padri di famiglia”

di Giulia Bertotto

Tra le lacrime la protesta di molti operatori del mondo della ristorazione, bar e partite iva: "Vogliamo solo lavorare" dicono i ristoratori

Protesta ristoratori
La protesta dei ristoratori in Piazza Montecitorio a Roma

Tutti insieme contro le chiusure nel pomeriggio di martedì 6 aprile in piazza di Montecitorio. L’annuncio era stato diffuso anche da Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia, Movimento Imprese Ospitalità, che rappresenta tutte quelle imprese della somministrazione, ristorazione e accoglienza che da più di un anno vivono di incertezze, di chiusure e di parziali riaperture come tante altre attività della libera impresa.

Vuoi la tua pubblicità qui?

E così è stato, centinaia di persone hanno riempito la piazza davanti alla Camera dei Deputati e hanno manifestato la propria insofferenza per l’impossibilità di lavorare. Una manifestazione tutto sommato pacifica che si è riscaldata solo in alcuni momenti, come all’arrivo di Vittorio Sgarbi che ha incalzato la folla: “E’ un Governo illecito, contro la vita dei cittadini e Governo della morte che ammala i sani e non guarisce i malati”.

Insieme agli iscritti a Mio Italia c’erano anche i sostenitori del Movimento di Gianluigi Paragone Italexit, i lavoratori di palestre e centri sportivi e i rappresentanti delle Partite iva. Lo slogan più urlato è stato “Libertà, libertà”. Non sono poche le persone in lacrime che chiedono ai megafoni di poter lavorare: “Vogliamo solo lavorare, non vogliamo altro”. L’impressione è proprio questa, che la popolazione sia allo stremo per le incertezze e le preoccupazioni. Sono disposti a seguire, come hanno già fatto in altre occasioni investendo sulle loro imprese e locali, le misure di sicurezza richieste dal Governo ma vogliono tornare a lavorare. Perché senza lavoro il cittadino non è più tale.

Vuoi la tua pubblicità qui?

Un gruppo di persone si rivolge ai poliziotti a fare da barriera: “Voi forze dell’ordine giurate sulla Costituzione e poi difendete il Governo che non ci fa lavorare!”, segue l’Inno di Mameli.

Le proteste contro i giornalisti

Molte le proteste contro la categoria dei giornalisti. Eravamo in piazza a seguire la manifestazione e le urla le abbiamo sentite forti. Naturalmente tutte le parti in causa in questa intricata vicenda pandemica avrebbero potuto valutare con più attenzione le informazioni da diffondere. Ma ancora oggi è difficile raccontare le complesse implicazioni politiche e sociali della crisi sanitaria, le continue affermazioni degli esperti e le diverse posizioni dei virologi. Certamente gli italiani meritano una classe dirigente migliore, che abbia rispetto dei cittadini, dei loro progetti futuri e del lavoro di una vita.

Domani saremo aperti, promettono i ristoratori che aderiscono alla protesta. Domani saremo aperti.

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento